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Telecom Italia, governo verso golden power soft. Oggi cda nomina nuovo AD

QUOTAZIONI Telecom Italia

Fonti sentite da Reuters segnalano che il prossimo numero uno della compagnia sarebbe Amos Genish: la nomina lascerebbe pensare che, a dispetto di tutti i fari puntati su di essa, …

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Il grande giorno, per Telecom Italia, è arrivato. Dopo due rinvii si riunirà infatti oggi la Commissione ah hoc che deciderà il ricorso o no, da parte del governo, all’esercizio del golden power. Per la giornata di oggi è attesa anche la nomina del nuovo ceo dopo l’uscita di scena di Flavio Cattaneo, con la riunione del cda.

Fonti sentite da Reuters segnalano che il prossimo numero uno della compagnia italiana sarà Amos Genish: la nomina lascerebbe pensare che, a dispetto di tutti i fari puntati su di essa, la francese Vivendi continuerà a rafforzare il suo potere in Telecom Italia.

Altre indiscrezioni stampa indicano invece che Genish rimarrebbe direttore generale con deleghe importanti mentre la carica di AD potrebbe essere assegnata all’attuale vicepresidente Giuseppe Recchi, che ha la delega su Sparkle. Proprio quest’ultima divisione internazionale di Tim, reputata asset strategico dal governo, avallerebbe l’esercizio del golden power.

Né Telecom Italia né Vivendi hanno rilasciato commenti.

Sta di fatto che in questa fitta agenda di appuntamenti delle prossime ore, il governo starebbe valutando se sanzionare la società francese controllata dal finanziere bretone Vincent Bolloré per mancata trasparenza nel comunicare il potere che esercita su Telecom Italia. Potere che sarebbe del tutto fuorché irrilevante visto che la Consob, a metà settembre, ha chiaramente detto che Vivendi esercita un controllo di fatto su TIM. Da segnalare che Vivendi detiene una quota nel capitale di Tim pari al 23,9%.

La Commissione del Golden power dovrebbe sancire dunque la mancata notifica da parte di Vivendi, al governo, sul controllo effettivo che esercita. Stando a quanto spiegato da Il Sole negli ultimi giorni, a Vivendi dovrebbe essere a quel punto concesso del tempo per ribattere e la questione potrebbe trascinarsi per un periodo piuttosto lungo: il dibattito tra le due parti interessate potrebbe durare infatti fino a 90 giorni, con una sanzione contro i francesi che arriverebbe solo successivamente.

Sull’importo della multa a carico di Vivendi da parte del governo, indiscrezioni stampa parlano di una somma inferiore ai 300 milioni di euro.

Intanto giorni fa gli ex vertici di Telecom Italia Francesco Chirichigno, Umberto de Julio, Girolamo Di Genova, Vito Gamberale hanno scritto una lettera aperta al governo e a Telecom Italia, auspicando l’ingresso della Cdp nel capitale di Tim.

“Sarebbe il miglior suggello ad un recupero di ruolo e di attiva collaborazione e consentirebbe di accelerare lo sviluppo della Società in coerenza con la politica industriale del Paese”, hanno sollecitato.

Il Giornale oggi ricorda tale richiesta, sottolineando che lo stesso pensano i sindacati: “per Cgil, Cisl e Uil bisognerebbe dirottare le risorse impegnate in Open Fiber (la società per la rete in fibra ottica di Enel con Cdp) in Tim per consentire allo stato di riprendere il controllo della società“.

Viene fatto riferimento anche alla proposta dei piccoli azionisti di Asati. In una lettera rivolta ai fondi, che sono comunque i maggiori azionisti di Tim, chiedono infatti che la rete venga scorporata e quotata in una società a parte sul modello già realizzato da Tim con Inwit per le torri di trasmissione.

In ogni caso si ritiene che il governo potrebbe esercitare una golden power soft. Mentre in una nota Equita scrive che il governo non vorrebbe forzare decisioni sulla rete Telecom esercitando il golden power, e sarebbe più propenso ad adottare un percorso alternativo chiedendo la societarizzazione della rete.

“Crediamo -sottolinea Equita- che un percorso di valorizzazione della rete guidato da Tim e non forzato dal governo possa far emergere valore. Ai prezzi correnti, ipotizzando per la rete un ebitda di circa 2 miliardi e una valutazione tra 8-9 volte l’ebitda (16-18 miliardi), il multiplo implicito del business domestico da servizi sarebbe di 3,1-3,6 volte il rapporto enterpise value/ebitda”.

Equita ha un rating “buy” sul titolo Telecom, con target price a 1,26 euro.