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Telecom Italia: per Cucchiani la nazionalità di un eventuale nuovo socio non conta

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Telecom Italia oggi sulla Borsa di Milano è oggetto delle prese di profitto, dopo il rally messo a segno ieri. Il titolo sul Ftse Mib occupa le ultime posizione con un ribasso dell’1,48% a 0,598 euro. “La nazionalità di un’eventuale nuovo socio di Telecom Italia non è un elemento fondamentale“. Lo ha detto Enrico Cucchiani, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo tra i maggiori azionisti della holding Telco che controlla il colosso tlc, a margine del Workshop Ambrosetti in corso a Cernobbio. Cucchiani, rispondendo ad una domanda se fosse meglio un partner italiano o estero, ha detto che “la preferenza è per la soluzione migliore. Siamo in un mondo aperto, internazionale, globalizzato per cui credo che la nazionalità non sia fondamentale”.

Nel frattempo ieri Carlos Slim ha smentito le voci circa un suo possibile interesse per il colosso tlc italiano, negando contatti con i soci del gruppo. Oggi la stampa torna sul tema scrivendo che una coabitazione tra Naguib Sawiris e Telefonica alla guida di Telecom Italia sembrerebbe poco probabile. Per questo, a detta di alcune indiscrezioni, alcuni soci di Telco ed esponenti del Governo spingerebbero per una fusione tra Telefonica e la società guidata da Franco Bernabè piuttosto che sulla ricapitalizzazione sottoscritta in parte dal magnate egiziano.

“Una fusione tra i due gruppo sarebbe probabilmente una soluzione moderatamente positiva per gli azionisti nell’ipotesi di rapporti di concambio da `change of control` che però non sono garantiti”, scrivono gli analisti di Equita nel report odierno, confermando il giudizio hold con target price a 0,6 euro. “Il risultato di una fusione avrebbe un debito/Ebitda maggiore di 2,4 volte ed una situazione finanziaria un po’ stressata con Telefonica che per Moody’s è Baa2 e Telecom Italia a rischio di downgrade a junk per la stessa agenzia”. La Sim milanese pensa che che Telefonica possa sottrarsi alla pressione della fusione bloccando il controllo su Telecom acquisendo parte delle quote di Telco liberate dagli azionisti dissenzienti. Sull’asse dei tempi però la prima mossa spetta al management che nel cda del 19 settembre potrebbe annunciare o meno la necessità di una ricapitalizzazione (o eventualmente la cessione del Brasile). “A quel punto – concludono gli esperti – l’offerta di un nuovo socio, se esiste, andrà presa necessariamente in considerazione”.