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Telecom Italia: il cda chiamato ad approvare il business plan di Rossi

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Si misureranno a poche centinaia di metri l’uno dall’altro oggi a Milano, dalle due diverse torri che governano il destino del regno di Telecom Italia, Guido Rossi e Marco Tronchetti Provera. Il primo impegnato nel consiglio di amministrazione della compagnia telefonica chiamato all’esame dei conti 2006 e del piano industriale. Il secondo nel cda di Olimpia, azionista di maggioranza Telecom con il 18% del capitale, per analizzare i conti del gruppo comprendenti quelli dell’ex monopolista telefonico ma con probabili ampi spazi dedicati alle trattative, attualmente interrotte, con gli spagnoli di Telefonica.


Su tale questione azionista di maggioranza e management della compagnia telefonica parlano su due linee differenti. Ai piani alti del gruppo si preferisce interloquire con Madrid, sebbene gli spagnoli si siano per il momento tirati fuori dalla vicenda dopo la risposta negativa del consiglio di Telecom Italia alle avances troppo stringenti del gruppo iberico. Per Olimpia e Pirelli la cessione della quota al gruppo spagnolo, oltre a generare sinergie stimate nell’ordine tra 1,2 e 2 miliardi di euro, permetterebbe un incasso di oltre 1 miliardo utile per aprire ulteriori opzioni di crescita per il gruppo. Ai piani bassi, ovverossia tra chi sta al comando di Telecom Italia, si preferisce invece un’altra strategia piuttosto che essere stretti in un abbraccio troppo forte da parte di Telefonica. Guido Rossi non ha ancora attaccato la cornetta ma agli iberici interessa avere qualche cosa di più che una semplice partecipazione finaziaria nella compagnia del Belpaese.

Con questo scenario Telecom Italia si appresta ad approvare oggi i conti 2006, che non dovrebbero riservare gradite sorprese secondo le principali stime di mercato, ma soprattutto un piano industriale che il management ha costruito sulla visione di una Telecom Italia capace di camminare da sola e di stringere non una singola alleanza, ma tante alleanze su singoli mercati e settori. I colpi a sopresa potrebbero non mancare anche in virtù della prossima scadenza del cda Telecom e della riunione dell’assemblea dei soci il 16 aprile per l’elezione del nuovo board e dove la lista di maggioranza sarà quella presentata da Olimpia.
Ieri intanto l’agenzia Radiocor ha riportato l’ipotesi sull’esistenza di una cordata di banche italiane interessate alla quota di Olimpia. Ne farebbero parte Intesa-Sanpaolo e Unicredit ma potrebbero essere interessate anche le Fondazioni come Crt che si schiererebbero dunque al fianco di Mediobanca, Generali e Capitalia già parte dell’azionariato della capogruppo (Pirelli).