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Telecom: l’assemblea parte con le contestazioni, Grillo scatenato

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Pronti, partenza, via! L’assemblea di Telecom Italia è iniziata con un primo show di Beppe Grillo, che per l’occasione ha scelto come spalla Elio Lannutti il combattivo presidente di Adusbef. I due hanno contestato subito il vicepresidente esecutivo Carlo Buora, il quale non avrebbe il diritto di guidare l’assemblea odierna.
L’eccezione sollevata avrebbe come fondamento le dimissioni di Guido Rossi, le quali secondo i due non sarebbero state ratificate da una regolare assemblea. La mozione è stata respinta e sarà presa in considerazione in seguito.


Grillo ha però esternato molto stamattina, prima dell’assemblea, annunciando che “Chiederò dove sono finiti i 45 miliardi espropriati ai piccoli azionisti e perché questi non possono avere una rappresentanza vera” non mostrandosi preoccupato dal fatto che Consob lo abbia avvertito di come la sua azione potrebbe creare turbativa attorno al caso Telecom.
Inoltre Grillo ha puntato il dito del “j’accuse” anche sulle due cordate in lizza per prendere il controllo della società, sostenendo che se la cordata americana-messicana avesse la meglio ci sarebbero 30mila posti di lavoro a rischio.

Ma la mattina è stata caratterizzata dai nuovi rumor attorno ai possibili compratori. In particolare è tornata alla ribalta la possibilità di un accordo che vedrebbe uniti Colaninno e Berlusconi. Gli interessati non hanno commentato l’ipotesi, che però ha avuto il merito di far correre all’acquisto alcuni operatori che hanno comprato titoli Telecom e Pirelli all’apertura delle contrattazioni di Borsa.
(articolo in aggiornamento)