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Telecom ancora nella bufera, il mercato boccia il rinvio dei conti

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Telecom Italia ha rinviato al 25 marzo l’approvazione del bilancio 2009. Il motivo riguarda l’impossibilità “di ricomprendere correttamente ad oggi i risultati della controllata Sparkle”,  oggetto di un’inchiesta insieme a Fastweb per riciclaggio e maxi frode da 2 miliardi di euro. Cancellato anche l’incontro con la comunità finanziaria sul piano triennale che era fissato per domani. Ieri la magistratura ha imposto il sequestro di circa 300 milioni tra crediti e disponibilità liquide di Sparkle.


Il mercato non sta premiando la decisione del gruppo tlc, che in Borsa accusa un -2,39% a 1,06 euro. In sofferenza anche Fastweb che al momento cede il 5,60% a 14,34 euro.

La società guidata da Franco Bernabè ha sottolineato che i fatti contestati risalgono agli anni 2005-2007 e che “nelle note al bilancio consolidato per l’esercizio 2007, Telecom Italia ebbe già a rappresentare che Sparkle era stata interessata da richieste di informazioni da parte dell’autorità giudiziaria per una presunta frode Iva perpetrata da un fornitore operante nel mercato dei servizi di telecomunicazioni di tipo Premium”.


Per meglio precisare lo stato delle cose, questa sera i vertici di Telecom terranno una conference call con gli analisti. Confermato invece per domani il Cda di Ti Media, la società che controlla La7. Sul tavolo dovrebbe esserci l’aumento di capitale da 150 milioni.


Gli analisti di Mediobanca, nell’attesa di conoscere il business plan 2010-2012 di Ti Media, confermano il giudizio underperform sul titolo con target price a 0,05 euro. Nonostante le misure adottate per contenere i costi e la riorganizzazione degli asset in portafoglio, “la posizione finanziaria del gruppo rimane sotto pressione a causa dell’incremento del debito netto”. Il risultato potrebbe essere il delisting della compagnia, uno scenario recentemente smentito dalla controllante Telecom Italia.


Con la decisione di Telecom di rinviare l’approvazione del bilancio, in Europa i riflettori si sono spostati sui conti di due big delle telecomunicazioni. France Telecom ha riportato risultati in calo nel 2009 e ha preannunciato un nuovo progetto strategico prima dell’estate. Il gruppo transalpino ha accusato una flessione dell’utile netto del 26,3% a 2,99 miliardi su un fatturato di 45,9 miliardi (-3,7%). Per il 2010, la società mira a un giro d’affari “globalmente stabile”.


Il colosso tedesco Deutsche Telekom ha invece chiuso l’ultimo trimestre del 2009 con una perdita netta di 3 milioni a causa delle rettifiche sugli asset del sud-est europeo, dovute principalmente al rischio finanziario in Grecia. L’utile dalle attività ricorrenti nel trimestre è stato invece di circa 5 miliardi, su un fatturato pari a 16,2 miliardi in linea con le attese degli analisti. Per il 2010 la società prevede un leggero calo dell’utile e del cash flow, in un quadro di incertezza economica perdurante. Il gruppo pensa a un dividendo stabile ad almeno 0,70 euro nei prossimi tre anni, in calo rispetto agli 0,78 euro di quest’anno.