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Telecom al centro dei giochi della speculazione e il titolo brilla in Borsa

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Denaro su Telecom Italia che svetta sul Ftse Mib in rialzo dell’1,13% a 1,072 euro vicino al massimo infraday di 1,073 euro mentre gli indici sono piatti. Il Ftse Mib segna, infatti, +0,48%. A far accendere i riflettori del mercato sulla società le dichiarazioni dell’amministratore delegato del gruppo, Franco Bernabè che ha ribadito ieri che Telecom Italia non intende costituire una società in partnership con i concorrenti per la condivisione degli investimenti in fibra ottica.


Secondo l’ad di Telecom nelle grandi città è possibile la sovrapposizione di più reti in fibra ottica mentre una forma di collaborazione è plausibile per le aree a minore densità di popolazione (cosiddette grigie e bianche), per le quali è auspicabile anche un intervento pubblico. Il piano di investimenti di Telecom Italia prevede la copertura in fibra ottica di 13 città entro il 2012 e di altre 125 entro il 2018, per arrivare ad un target complessivo del 50% della popolazione. “Le dichiarazioni di Bernabè confermano le difficoltà per il raggiungimento di un’ampia intesa tra ex monopolista e operatori alternativi”, commenta un analista di una primaria sim milanese.

“Queste dichiarazioni non rappresentano una novità”, segnalano gli analisti di Banca Leonardo, nel report uscito oggi e raccolto da Finanza.com, confermando la raccomandazione buy su Telecom con target price di 1,4 euro. “Pensiamo che, senza una svolta obbligatoria nella fibra ottica, i progetti alternativi delle NGN pianificati dai gruppi concorrenti non abbiamo molto senso. Mancando le infrastrutture sulla banda larga, Telecom ha una pressione competitiva bassa per accelerare lo sviluppo della banda con ritorni incerti, mentre la società ha un chiaro vantaggio sulla rete mobile grazie alle sue infrastrutture sul fisso”.


Bernabè a metà settembre era tornato sul tema delle NGN ribadendo il “ruolo centrale di Telecom”, in particolare mandando ai provider alternativi un messaggio chiaro: che il piano Telecom prevede di portare l’ultra banda larga al 50% della popolazione entro il 2018. Ma al di là delle intenzioni, nelle sale operative legano la performance odierna di Telecom alla speculazione.


Secondo quanto ricostruto da il Corriere della Sera Cesare Geronzi non sarebbe soddisfatto dell’attuale gestione di Telecom Italia. Da qui sarebbe nata l’idea di proporre un cambio del vertice alla scadenza del consiglio di amministrazione del gruppo tlc in primavera, ovvero a maggio 2011. E tra i papabili alla poltrona di Bernabé il quotidiano di Via Solferino scrive che sarebbe saltato fuori anche il nome dell’ex amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo.


“Si tratta di un rimbalzo tecnico”, rispondono gli operatori di diverse sale operative contattati da questa testata. “La voce di Profumo candidato in Telecom è un rumors che basta per giustificare la performance del titolo oggi. Siamo di fronte a un mercato in cui si fa avanti l’effetto rotazione. Oggi è il giorno di Telecom”.