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Telecom affossata dalle vendite, Capitalia fa scintille

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A causa del nuovo balzo delle quotazioni del greggio, a Milano, i titoli del settore petrolifero, Eni (-0,44%) e Saipem (-2,41%), hanno chiuso il martedì in abito rosso scuro e la cosa è stata evidente soprattutto per la società attiva nel settore dei servizi petroliferi. Forte calo, tra le blue chip, anche per Telecom Italia (-3,35%), che ha spinto con sé verso il basso l’altro titolo della galassia Olimpia, Pirelli (-2,58%). L’azione non ha preso bene le voci, diffusesi in mattinata, della possibilità del lancio di un allarme utili, seguendo così l’esempio negativo dell’altro competitor d’oltralpe, France Telecom. Le indiscrezioni sono già state smentite dal quartier generale del gruppo, ma Telecom Italia in Borsa non ne ha voluto sapere di invertire il trend negativo. Tra le blue chip italiane maggiormente penalizzate dalla lettera da segnalare anche ST Microelectronics (-2,07%), spinta dall’onda d’urto di un comparto tecnologico in rosso a livello internazionale. Capitalia (+4,05%), per contro, si è mossa in netta controtendenza, mettendo a segno ingenti guadagni, anche grazie agli analisti di Citigroup, che hanno reiterato la raccomandazione “buy” portando il prezzo obiettivo a quota 5,8 euro da 5,4 euro. Anche Fondiaria-Sai (+2,86%) ha preso spunto dall’innalzamento del target price di un’importante casa d’affari per effettuare il proprio movimento al rialzo. Gli esperti di Jp Morgan hanno infatti rivisto verso l’alto a 36 euro da 28 euro il prezzo obiettivo della compagnia che fa capo alla famiglia Ligresti, mantenendo la raccomandazione “overweight”. In forma smagliante poi Fiat, che ha terminato con un brillante +2,44%, e le cose non sono andate male nemmeno per Bnl (+1,25%). In territorio positivo, inoltre, Finmeccanica (+0,28%), benché non con fuochi di artificio. Nel corso della sessione, il gruppo guidato da Pier Francesco Guarguaglini ha annunciato di avere sottoscritto un accordo per costituire una joint venture denominata Libyan Italian Advanced Tecnology Company (Liatec) con AgustaWestland e la Libyan Company for Aviation Industry. A Piazza Affari, infine, il denaro ha sostenuto Edison, che ha guadagnato un punto percentuale circa, nel giorno in cui si è alzato il velo sull piano industriale per il periodo 2006-2011, che prevede investimenti di carattere industriale per un importo complessivo pari a circa 4 miliardi. Sulla base delle linee di sviluppo previste dal piano, gli obiettivi per il periodo 2006-2011 sono un tasso di crescita medio annuo composto del margine operativo lordo fra il 7% e il 9%, un tasso di crescita medio annuo composto del risultato operativo fra il 9% e l’11% e un Return on Investment (Roi) al 2011 pari al 10%.