Tegola Consob sull'Opa Unipol

Inviato da Redazione il Mar, 27/12/2005 - 09:25
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Alla fine la situazione quasi degenera: con Ricucci che chiama il pm Eugenio Fusco amore mio e con il procuratore aggiunto Francesco Greco che quando Ricucci perde un gemello delle camicia gli intima "se è un diamante non lo vogliamo avere, se è una microspia se stacca se vuole glielo faccio vedere". Ma il lungo interrogatorio reso da Stefano Ricucci ai pm milanesi lo scorso 19 settembre e ora depositato in versione integrale è anche uno scontro brutale tra accusa e difesa. Ricucci cerca di difendere la sua linea: non ho fatto parte dell'accordo per scalare Antonveneta. Ma cade più volte in contraddizione. E attaccato dai pm fa anche rivelazioni inattese sulla sua scalata più risciuta: quella che lo ha portato ad avere il 20% di Rcs. In particolare invece sull'affaire Antonveneta Ricucci dice di aver sostenuto fin dall'inizio l'idea di un patto di sindacato tra i futuri controllori di Antonveneta, che lo volevano però tenere fuori. "Voi non sapete forse un qualcosa: che Fiorani e Gnutti non volevano fare il patto di sindacato, io mi sono sembpre svociato nel dire facciamo un patto di sindacato e comunichiamo a Consob come si fa normalmente.... Il titolo Antonveneta l'ho acquisito di mia iniziativa, loro non mi volevano nel patto. Non volevano fare nessun patto. Il dottor Fiorani a me nonna mai fatto lo sconto. Ma è amico mio? Se io lo acchiappo, gli spacco la testa!"
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