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Tecnologia/Stati Uniti: segnali contrastanti dalle trimestrali di Google, Ibm e Microsoft

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Incetta di trimestrali tecnologiche dagli Stati Uniti, con indicazioni contrastanti arrivate ieri da tre big del mondo high tech a stelle e strisce: Microsoft, Google e Ibm
Iniziamo da Google che ha sorpreso favorevolmente il mercato in termini di profitti. La società di Mountain View ha chiuso i primi tre mesi del 2013 con un utile per azione (Eps) rettificato, ovvero al netto delle componenti straordinarie, pari a 11,58 dollari contro i 10,68 dollari pronosticati dagli analisti. Nel periodo in esame l’utile netto è cresciuto del 16% a 3,35 miliardi di dollari, o 9,94 dollari per azione. Il dato si raffronta ai 2,89 miliardi di dollari dello stesso periodo dell’anno passato. 
Forte i rialzi dei ricavi saliti del 31% a 13,97 miliardi di dollari, mentre le entrate da pubblicità sono aumentate del 16%. Il tasso dei click a pagamento hanno invece mostrato un incremento pari al 20% rispetto al 2012, anche se il prezzo dei click ha registrato una flessione pari al 4%. Dati che sono stati premiati dalla Borsa: nell’afterhours il titolo Google è avanzato dell’1,42% a 776,8 dollari.  
A mercato chiuso sono arrivati i numeri trimestrali di Microsoft con utili migliori delle attese, sostenuti dal controllo dei costi e dalle vendite di software business e server che hanno di fatto bilanciato la debolezza della domanda di personal computer con il nuovo sistema operativo Windows 8.Nel dettaglio il gigante fondato da Bill Gates ha visto nel terzo trimestre dell’esercizio fiscale l’utile netto aumentare del 19% a 6,06 miliardi di dollari, o 72 centesimi per azione. Il dato si raffronta ai 5,11 miliardi di dollari registrati nello stesso periodo dell’anno scorso. I ricavi hanno evidenziato una crescita pari al 18% a 20,49 miliardi di dollari. 
A margine della presentazione dei risultati, Microsoft ha annunciato che Peter Klein, direttore finanziario del gruppo, lascerà l’incarico alla fine dell’esercizio fiscale. 
Cala di oltre il 4% il titolo Ibm nell’afterhours in scia alla trimestrale inferiore alle attese. Il colosso americano dei pc ha annunciato ieri sera di avere archiviato i primi tre mesi del 2013 con un utile netto in flessione a 3,03 miliardi di dollari, ossia 2,70 dollari ad azione, rispetto ai 3,07 miliardi, ossia 2,61 dollari, registrati nell’analogo periodo nel 2012. Su base adjusted l’utile per azione (Eps) si è attestato a 3 dollari ad azione, deludendo le indicazioni degli analisti pari a 3,05 dollari. Sotto le aspettative del mercato anche i ricavi della società di Armonk che sono scivolati del 5% a 23,41 miliardi contro i 24,62 miliardi del consensus.