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La tecnologia non rappresenta più la naturale scelta di sovraponderazione dei fondi growth

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Secondo la società di gestione di Legg Mason, ClearBridge Investments, il sovrappeso sui titoli tecnologici non è più da considerarsi una scelta ovvia e naturale nei comparti growth. Il motivo? La ciclicità del settore, la competitività dei mercati e le scarse barriere all’entrata.

Evan Bauman, co-manager del fondo da 427 milioni di dollari Legg Mason ClearBridge US Aggressive Growth, afferma che il suo portafoglio sottopondera il settore ormai da diversi anni.  “Molti clienti sentono parlare di crescita aggressiva e subito pensano sia indispensabile sovraponderare i tecnologici”, evidenzia il gestore, ricordando che in realtà “il nostro comparto Aggressive Growth ha un’esposizione del 18% sul settore, contro il 32% del benchmark”. Sottopenderazione che tuttavia non ha inficiato negativamente sulle performance del fondo: negli ultimi 12 mesi il Legg Mason ClearBridge US Aggressive Growth ha reso il 12,7% rispetto a una media del 7,67% dei concorrenti.

“Perseguiamo da sempre la crescita sostenibile degli utili ma se si osserva più da vicino il settore tecnologia, si notano mercati competitivi e molto ciclici con scarse barriere all’entrata”, aggiunge a favore della sua tesi  Bauman ammonendo che questo vale “anche per alcune aziende leader”. 

Legg Mason ClearBridge US Aggressive Growth  è chiaramente esposto sui tecnologici, in titoli che mostrano sostenibilità di crescita. Alcuni esempi sono Citrix, la nota società di cloud computing che riveste una posizione consistente all’interno del fondo, o Seagate e SanDisk che si occupano di data storage.

Bauman e il co-manager Richie Freeman hanno invece evitato Apple, riuscendo nonostante questo a battere il 90% dei gestori in ambito growth. “Abbiamo puntato su una serie di temi di cui Apple ha beneficiato, quali ad esempio la crescita delle società di storage come SanDisk”, asserisce Bauman.

“Quest’azienda ha sviluppato un mercato di memoria flash utilizzata negli smartphone e nei tablet di Apple”, argomenta la sua scelta di investimento il gestore, secondo cui “l’elemento rilevante è che le schede di memoria flash prodotte da SanDisk supportano anche altri ecosistemi e producono unità a stato solido (SSD) che quest’anno consentiranno l’archiviazione dati su laptop”.

Alla base di questa predilezione per la società di storage la volontà di “di puntare sullo sviluppo dei contenuti digitali e della memorizzazione dati, anziché cercare di selezionare il produttore di dispositivi che risulterà vincitore nella gara per soddisfare le mutevoli e transitorie esigenze del consumatore finale”. Anche perché “è sufficiente pensare alle enormi quote di mercato perse dai precedenti leader del settore per accorgersi di quanto questi investimenti più consumo-centrici possano rivelarsi instabili”.

Nella gestione del fondo, Bauman e Freeman adottano una view di lungo periodo. Stile mantenuto valido anche negli ultimi anni, nonostante l’aumento della volatilità. “Quando in un comparto growth il turnover è del 2-5%, gli investitori talora si mostrano perplessi”, afferma Bauman, enfatizzando come “a nostro avviso il modo più efficace per ottenere una performance superiore è quello di operare investimenti di lungo periodo in società negoziate a valorizzazioni inferiori rispetto al mercato e che lo superano in termini di crescita”. Nella pratica le ponderazioni settoriali sono dettate dalla selezione titoli e la decisione se detenere una società o meno avviene sulla base dei fondamentali e delle caratteristiche di crescita, non sulla presenza o meno nel benchmark.

Per quanto non sia possibile ignorare il quadro macro-economico, soprattutto in questo particolare momento storico, i gestori continuano dunque a cercare le società che dimostrano di avere buone capacità di sviluppo a prescindere dal contesto.

“Le economie del mondo si stanno espandendo a rilento, ed è quindi naturale cercare le imprese in grado di generare, anche in queste condizioni, una vera crescita organica a doppia cifra degli utili per azione”, sostiene Bauman secondo cui “quando la strategia di gestione è improntata su un orizzonte di lungo periodo, la volatilità può invece rivelarsi un vantaggio piuttosto che uno svantaggio”.

“Cerchiamo di usare la volatilità per costruire le posizioni, acquistando titoli quando le valorizzazioni sono particolarmente convenienti e riducendo le ponderazioni quando queste diventano invece meno interessanti”, specifica la sua strategia il gestore, annotando come tuttavia “acquistiamo al ribasso e vendiamo al rialzo ma conserviamo nel lungo periodo un determinato gruppo di società che riteniamo d’importanza centrale”.

Se il cuore pulsante del portafoglio è costituito da società incentrate sull’innovazione, con il team di ricerca di ClearBridge che cerca le aziende in grado di cambiare radicalmente la vita delle persone e di consentire alle imprese di ottenere una maggiore produttività, un’azienda statunitense che rispecchia esattamente questo concetto è Cree Inc.

Specializzata nella produzione di sistemi a LED che consumano l’84% di energia in meno rispetto alle lampadine a incandescenza tradizionali, l’azienda sta rivoluzionando l’illuminazione di case, uffici e città, collocandosi a buon diritto all’avanguardia nella rivoluzione dell’efficienza energetica.