Tecnocasa, si arresta la corsa decennale del mattone italiano

Inviato da Daniela La Cava il Gio, 18/09/2008 - 15:57

Diminuisce la domanda di case, i prezzi, dopo quasi un decennio di crescita senza sosta, imboccano  la strada dei ribassi e i tempi di compravendita si allungano. Questo il nuovo scenario per il mercato immobiliare italiano, tratteggiato oggi dal gruppo Tecnocasa nella conferenza stampa "Il mercato immobiliare e creditizio del 2008: analisi, quotazioni e tendenze", che si è tenuta oggi a Milano.
Nel primo semestre 2008 il mattone del Belpaese ha registrato i primi segnali negativi, confermando così la tendenza messa in atto già alla fine del 2007. Motivi? Sia l'inizio di un fisiologico assestamento del mercato sia lo scenario macroeconomico non certo favorevole. Numeri alla mano, Tecnocasa segnala una contrazione delle quotazioni del 2,7% nelle grandi città, del 2,3% nei capoluoghi di provincia e dell'1,9% nei comuni dell'hinterland delle grandi città. Tra le realtà meno dinamiche ci sono Genova (-4,5%), Firenze (-3,3%) e Bologna (-3%). e per la prima volta dal 1997, in questo semestre anche Torino e Palermo registrano variazioni negative.

Ma nell'andamento del mattone, primo grande amore degli italiani, si riscontrano anche i problemi di una crisi più generale: i soldi scarseggiano e la fiducia è ai minimi. E in questa situazione incerta gli atteggiamenti di chi decide di acquistare una casa sono mutati. È cresciuta, soprattutto, l'attenzione nello spendere. "Se fino all'anno scorso la qualità era la variabile più importante per gli acquirenti, adesso si guarda soprattutto alla componente economica e si scegli  in base a questa discriminante", precisa Fabiana Megliola, responsabile dell'ufficio studi del gruppo Tecnocasa.

Il trend ribassista delle quotazioni immobiliari e del numero delle compravendite iniziato alla fine del 2007 proseguirà anche nei prossimi mesi.  "Nel prossimo semestre - spiega Megliola - ci attendiamo performance in linea con quelle dei primi sei mesi del 2008, con i prezzi in moderato ribasso". Una debolezza che è strettamente legata al discorso dei mutui e al mondo del prestito. 

Se si volge lo sguardo al mercato del credito alle famiglie emerge che l'andamento di questo settore nei prossimi anni sconterà la debolezza della crescita economica e le reazioni degli intermediari alle condizioni relative al costo del funding. Secondo le stime di Tecnocasa, il 2008 può essere considerato un periodo di transizione tra una crescita contenuta, a causa delle tensioni sui mercati finanziari e una ripresa graduale nel 2009/2010. Alla fine dell'anno in corso la crescita dei finanziamenti alle famiglie dovrebbe attestarsi intorno  al 2,5-3%.
Dopo lo scoppio della crisi dei mutui subprime sono mutati i criteri di valutazione dei mutui, la tendenza sarà di un moderato "irrigidimento" delle banche. "Oggi, le banche sono tornate a comportarsi 'normalmente' rispetto al passato - osserva Renato Landoni, responsabile ufficio studi Kiron gruppo Tecnocasa -. Se il mercato vuole essere responsabile le banche devono dire 'no' alle famiglie".

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