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TcSistema: Bramati, aumento di capitale e piano industriale per il rilancio

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Dopo cinque sedute di rialzo forsennato, che hanno portato il titolo a guadagnare quasi il 140%, arriva la prima seduta negativa per il titolo Tc Sistema, che cede l’11,35% a quota 6,41 euro (ieri il titolo aveva chiuso a 7,23 euro). Dalla società nessuna spiegazione riguardo l’improvviso rialzo, che arriva invece in un momento molto delicato per la società. Il neo amministratore delegato Massimo Bramati, in carica da un paio di settimane, è all’opera per metter a punti il piano industriale che dovrà accompagnare il prossimo aumento di capitale, indispensabile per riequilibrare la posizione finanziaria netta, negativa per 60 milioni di euro. “Evoluzione e non rivoluzione nel futuro prossimo di Tc Sistema” è stato lo slogan che ha lanciato Bramati. Convinto che la società non abbia bisogno di cambiamenti radicali dal punto di vista del modello di business. Una professione di fede di fronte ad un fatturato in calo del 44% nel primo trimestre dell’anno, che ha portato il margine operativo lordo in rosso per quasi 500 mila euro da una situazione positiva per 2,1 milioni di euro del 2002-2003. Ma, dopo che nell’ultimo anno i costi sono stati ‘strizzati’ per 18 milioni di euro, “il piano si concentrerà su quelle aree come i servizi e le soluzioni, che dovrebbero raggiungere i 45 milioni di euro nel bilancio 2003-2004” ha affermato Bramati. La divisione dedicata alla rivendita di prodotti, sia hardware sia software, perderà invece la centralità che ha avuto dalla fondazione del gruppo. “Per l’area prodotti abbiamo in mente degli aggiustamenti che ci renderanno meno dipendenti dal meccanismo che ora stritola i distributori di It senza una buona posizione finanziaria”. In sostanza una serie di partnership con distributori e vendor che consentano alla società di minimizzare i costi (soprattutto oneri bancari) correlati alla vendita alla clientela corporate. L’area prodotti comunque non scomparirà da Tc sistema, ma dovrebbe diventare funzionale al quella servizi e soluzioni. Che sarà sempre più orientata ad alcuni settori come l’automotive, la ristorazione, il gestionale e le utilities, “perché ora è opportuno specializzarsi in alcuni settori al fine di essere vermante competitivi”. Il progetto di rilancio dovrebbe essere confezionato entro fine febbraio, e poi si procederà alle manovre per l’aumento. Che presenta molti aspetti critici: “all’aumento hanno finora aderito quattro soci fondatori che hanno versato una quota (tre milioni, ndr)come finanziamento che dovrebbe tramutarsi in quote di capitale”. Mancano all’appello però molti soldi per raggiungere i 15 milioni di euro di nuovi titoli (a 2,08 euro per quota in ragione di 5 nuovi titoli ogni 3 posseduti) messi in cantiere, al momento senza un consorzio di garanzia. “Mancano ancora due terzi, ma siamo fiduciosi che dopo la presentazione del piano industriale arriveranno” ha chiosato Bramati.