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Tavolo Unicredit, i soci chiedono il parere della Consob

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I grandi soci di Unicredito hanno presentato ieri un quesito formale alla Consob, chiedendo in sostanza se è possibile la costituzione, che non prevede vincoli relativi alle azioni o al voto, bensì solo l’impegno dei componenti a consultarsi sulle scelte strategiche e in previsione di appuntamenti societari. A consegnare il quesito è stato Vincenzo Calandra, avvocato consigliere di Unicredito espresso da Carimonte holding. Sarebbe dunque stato escluso il patto di sindacato, che porrebbe almeno due tipi di problemi. Il primo è relativo alla soglia dell’Opa: i partecipanti al cosidetto patto di consultazione vincolerebbero complessivamente circa il 32,4% delle azioni, ma Unicredit resta il tetto al diritto di voto pari al 5%. Il secondo problema è relativo alla costituzione di un patto di sindacato tra fondazioni: in più di un caso gli enti partecipano ad accordi parasociali, ma cosa diversa sarebbe un loro governo congiunto su una banca. Ecco che la formula prescelta sembra quella del patto di consultazione, accordo parasociale simile a quello che lo stesso Unicredito ha firmato insieme a Capitalia e Mps per Generali.