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Tassi Us: Ferretti, nessuna giustificazione a un rialzo superiore ai 25 pb

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“E’ molto probabile che il rialzo sara’ di soli 25 punti base. Infatti, vista l’attenzione che la Fed ha riposto nel miglioramento della sua strategia di comunicazione, sarebbe incomprensibile il fatto che nessun Governatore della Federal Reserve avesse cercato di “guidare” i mercati verso i 50 punti base nel corso degli ultimi giorni”. Così risponde Gianluca Ferretti, direttore investimenti obbligazionari di Bipiemme Gestioni, all’ipotesi che ha preso corpo negli ultimi giorni circa una Federal Reserve più aggressiva, in procinto di varare un rialzo ai Fed Funds magari anche dello 0,5% al termine della riunione di stasera.
Ferretti ritiene infatti che da un lato la Fed voglia evitare, così come fatto negli ultimi anni, di creare incertezza sulle sue mosse future, dall’altro di creare ricadute a livello macroeconomico.
“Dal punto di vista strettamente macroeconomico – spiega infatti Ferretti – un’accelerazione della politica monetaria restrittiva non troverebbe solide giustificazioni in questa fase del ciclo, visto che alcuni settori interest rate sensitive mostrano gia’ qualche scricchiolio (in primis, il settore immobiliare) e la dinamica inflativa risulta ancora sotto controllo”.
La tesi di fondo di Ferretti è dunque che al di là della dimensione del rialzo il mercato si concentri maggiormente sul contenuto del comunicato che la Fed rilascerà immediatamente dopo.
E per fine anno dove saranno i tassi Us? E’ credibile l’ipotesi di un livello del 6%? Per Ferretti lo sarebbe solo nel caso “l’economia dovesse mostrarsi ancora poco sensibile ai tassi di interesse, proseguendo la sua crescita su ritmi vicini o superiori a quelli potenziali e, dall’altro, l’inflazione dovesse accelerare”, uno scenario a cui peraltro da Bipiemme Gestioni non attribuiscono elevate probabilità di verificarsi.