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Tassa del tubo: gli sviluppi su Terna e Snam sotto la lente di Bca Leonardo

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La tassa sul tubo è stata cancellata dalla bozza della legge finanziaria. Non ci sarà un’addizionale sui profitti delle reti di trasporto di elettricità e gas, ma una rimodulazione degli ammortamenti riconosciuti a fini fiscali a tutte le società della filiera trasporto-distribuzione dell’energia: Terna, Snam Rete Gas e le municipalizzate. “Il riallineamento corregge un regime fiscale più favorevole rispetto alle altre imprese, allineando la tempistica della deducibilità fiscale degli ammortamenti dei beni materiali e strumentali a quella regolatoria”, commentano nella nota uscita oggi e raccolta da Finanza.com gli analisti di Banca Leonardo. Terna e Snam, come sottolineano gli esperti, si divideranno circa metà dell’onere con gli altri destinatari del provvedimento, cioè i distributori di energia. Dunque cosa succede ora sui conti delle due tribolate società? “Nell’ipotesi di totale riallineamento delle aliquote fiscali rispetto a quelle economico-tecniche, secondo le nostre stime l’impatto per Terna sarebbe di 63,2 milioni nel 2005, 65,18 milioni nel 2006 e 63,16 milioni nel 2007. Per Snam l’impatto sarebbe invece di 279 milioni, 311 milioni e 319 milioni rispettivamente. Sempre nel worst case scenario, l’annullamento del tax shield nella nostra somma delle parti, pari a 268 milioni per Terna e a 516 milioni per Snam, determinerebbe un abbassamento del nostro target price a 2,11 euro per Terna e a 4,8 euro per Snam”, rispondono nel report gli esperti della banca milanese.