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Tasi 2014, sarà peggio dell’Imu? Ecco i tre scenari possibili

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La Tasi, la nuova tassa sulla casa relativa ai servizi indivisibili, rischia di rivelarsi più gravosa dell’IMU.  Dalla ricerca effettuata dal Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione (Creef) della Federconsumatori, che ha analizzato l’impatto della nuova imposta per le prime e le seconde case nelle 105 città capoluogo in Italia, la Tasi 2014 dovrebbe avere un impatto simile a quello della vecchia IMU. Dietro all’introduzione della nuova imposta, che si prospetta come una vera e propria simil-IMU, si nascondono non poche beffe per i cittadini. La prima, rimarca l’associazione dei consumatori, riguarda le famiglie meno abbienti che, grazie alla detrazione per la prima casa (e per eventuali figli a carico), non pagavano l’IMU e che oggi, alla luce di detrazioni ancora indefinite, con molta probabilità si troveranno a far fronte ad importi non indifferenti. La seconda riguarda gli inquilini, vale a dire le famiglie in affitto che non pagavano l’IMU e che si troveranno da un giorno all’altro a pagare parte della Tasi (dal 10 al 30%).
Mentre per l’IMU erano previste delle detrazioni sulla prima casa pari a 200 Euro + 50 Euro per ogni figlio a carico di età inferiore a 26 anni, per la TASI spetterà ai comuni decidere aliquote e detrazioni.

Tre possibili scenari:
1) Il comune può decidere di scaricare il peso dell’aumento dell’aliquota necessario a finanziare le detrazioni sulle prime case (portando il prelievo fino al 3,3?);
2) Il comune può decidere di caricare la maggiorazione dell’aliquota sulle seconde case (innalzando il tetto massimo all’11,4?).
3) Il comune può decidere un aumento pro quota, in parte sulle prime case e in parte sulle seconde.
“Ci auguriamo la prima ipotesi sia scartata, o quantomeno circoscritta agli immobili con rendite catastali elevate”, rimarca Federconsumatori.  Inoltre, per quanto riguarda la definizione delle detrazioni o esenzioni che spetterà ai comuni, la priorità dovrà essere quella di tutelare i soggetti svantaggiati e meno abbienti (rendite catastali di basso valore, basso reddito ISEE, eventuale condizione di disoccupazione o cassa integrazione, famiglie numerose, famiglie con disabili, anziani ricoverati presso case di cura o altre strutture).

TASI sulla prima casa
Nell’ipotesi che i comuni non decidano di scaricare, nemmeno in parte, il peso del possibile aumento dello 0,8? dell’aliquota utile allo stanziamento delle detrazioni e presumendo che le maggiori città (105 capoluoghi) decidano di applicare l’aliquota del 2,5?, l’importo medio a livello nazionale della TASI 2014 si attesterà a 231,71 euro (comprensivi di un’ipotetica detrazione di 100 Euro per la tipologia di appartamento considerato: A2, 100 metri quadri, nucleo familiare di 3 persone). In questo modo, rispetto all’IMU 2012, vi sarebbe un risparmio di 50 euro.
Nell’ipotesi, invece, che il costo delle detrazioni venga spalmato “per metà” sulle prime case, (con aliquota 2,9 per mille) l’impatto della TASI 2014 sarà di 284,78 euro (dato medio nazionale, sempre comprensivo della detrazione di 100 Euro), a fronte di 281 euro pagati per l’IMU 2012.

TASI sulla seconda casa
Con molta probabilità, rimarca Federconsumatori, le amministrazioni comunali finanzieranno le detrazioni aumentando le aliquote sulle seconde case. Con un aumento dello 0,8?, il tetto massimo delle aliquote sulla seconda casa si potrà innalzare così fino all’11,4? (IMU + TASI). Punta massima che potrà essere raggiunta in ben 52 dei 105 capoluoghi italiani. I Comuni sono liberi di stabilire un mix tra i livelli di aliquota di questi due tributi, fermo restando che la TASI non può essere superiore al 3,3?.
Ipotizzando un aumento dello 0,8? per le 105 città capoluogo si avrà un aumento medio nazionale di 106,15 Euro rispetto a quanto pagato per l’IMU 2013 e di 125 euro rispetto all’IMU 2012. L’importo medio complessivo della TASI 2014 per la seconda casa si attesterebbe così a 1425, 13 Euro, per un immobile in categoria A2, di 100 metri quadri, con un nucleo familiare di 3 persone. Per l’IMU, invece, nel 2013 si era pagato mediamente 1318,98 Euro e nel 2012 euro 1.300. 
Le amministrazioni comunali dovranno stabilire, inoltre, nel caso l’immobile sia affittato, la quota della TASI che dovranno pagare gli inquilini (dal 10 al 30%). Chiediamo che i Comuni tengano conto dell’equità e dell’alto valore della morosità e che si applichi il 10% se non l’esenzione laddove la rendita media è bassa.

TASI 2014  SU PRIMA CASA –  aliquota 2,5% per mille

 

Capoluoghi dove si paga di più

Euro

Roma

778,47

Torino

602,78

Bologna

511,68

Milano

498,68

Padova

485,65

Ma/Ca Massa

462,21

Firenze

453,11

Aosta

433,58

Venezia

430,86

La Spezia

388,05

 

 

Capoluoghi che pagano meno

Euro

Lucca

69,17

Cosenza

82,20

Ascoli Piceno

82,20

Potenza

82,20

Agrigento

88,70

Avellino

88,70

Matera

88,70

Crotone

88,70

Pesaro

95,20

Palermo

95,20

Trapani

95,20


fonte: Federconsumatori