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Tariffe Rc auto giù del 4,4% nel 2013, scegliere la polizza giusta fa risparmiare fino a 720 euro

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Assicurare l’auto costa meno, in media 589 euro nel 2013, pari al 4,4 per cento in meno rispetto all’anno precedente. Dall’Osservatorio Auto Aiba, l’Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni, presentato oggi a Milano emerge come a calare maggiormente sono le tariffe delle compagnie tradizionali (-8,6%) rispetto alle assicurazioni telefoniche e online (-8,1%), mentre rincarano le polizze delle compagnie bancarie (+8,5%) che tuttavia applicano politiche di sconti rilevanti per i propri correntisti. 

Riduzioni a doppia cifra nelle province più a rischio, -11% a Napoli 
Le riduzioni tariffarie hanno interessato tutte le province italiane, ma sono state più marcate nelle aree considerate a maggiore rischio: Bari (-12,1%); Palermo (-11,3%); Napoli (-11,1%). Nella classifica delle riduzioni seguono Bologna (-10,3%), Verona (-9,8%) e Trento (-8,6%), mentre tra le grandi città le diminuzioni più contenute si sono registrate a Roma (-3,8%), Biella e Perugia (-5,9%). Secondo l’Aiba il trend è destinato a proseguire nei prossimi mesi.
“Una diminuzione strutturale del sistema tariffario del ramo auto è una condizione determinante per la crescita di tutta l’industria assicurativa”, ha rimarcato Carlo Marietti Andreani, presidente di AIBA – e in questo senso, uno degli elementi da riconsiderare è il profilo fiscale eccessivamente elevato dell’Rc Auto dove, in funzione delle disposizioni a livello provinciale, il peso del fisco varia tra il 19,5% e il 26,5% sul prezzo della polizza”.
Ruolo più rilevante di internet con l’utilizzo dei comparatori 
Gli italiani fanno sempre maggior uso degli aggregatori per individuare la polizza giusta. Circa il 50% delle nuove polizze auto stipulate online è infatti stato realizzato attraverso i comparatori. Il loro utilizzo è incrementato del 78,3% rispetto al 2012. I clienti sono sempre più autonomi: il 50% ha utilizzato Internet per effettuare il preventivo della polizza. 

Le richieste dell’Aiba al governo
Secondo AIBA è urgente ultimare la regolamentazione secondaria per la dematerializzazione della documentazione assicurativa (contrassegni e attestati di rischio) misura decisiva per combattere la piaga dell’elusione dell’obbligo assicurativo, nonché per l’integrazione delle banche dati esistenti; così come vanno completate sia la normativa sulle invalidità macropermanenti, sia la revisione dei forfait del sistema di indennizzo diretto.  Per l’associazione dei broker servirebbe anche un intervento correttivo minimale in merito al divieto di tacito rinnovo, attualmente previsto per la sola Rc Auto e non per le garanzie accessorie (CVT). Questo fatto crea confusione nei consumatori e causa una serie di difficoltà operative agli intermediari.
Quanto al recente disegno di legge sulla Rc Auto (destinazione italia) AIBA è perplessa sull’efficacia dell’imposizione normativa di sconti e sul sistema di calcolo degli sconti stessi. Il giudizio di AIBA è invece pienamente positivo per tutta una serie di altri punti della proposta regolamentazione: aumento di massimali minimi di legge per i pullman; valorizzazione dei dati registrati dalla scatola nera; restrizione nell’uso delle prove testimoniali; riduzione dei termini di presentazione della richiesta di risarcimento; regolamentazione della cessione del diritto al risarcimento.

Saper scegliere fa risparmiare fino a 720 euro
Dai monitoraggi su tutto il territorio di Check It Auto, lo strumento professionale dei broker AIBA per la comparazione delle tariffe e delle garanzie offerte da ogni singola polizza, si confermano dinamiche commerciali fortemente differenziate per profilo di rischio. Anche gli automobilisti virtuosi devono imparare a scegliere: con un attento confronto tariffario, per esempio, a Bari si possono risparmiare fino a 720 euro, fra il minimo di 368 euro richiesti da Allianz e i 1.008 euro di Credit Agricole.

Cresce la competizione tra canale tradizionale e compagnie dirette
È sempre alta la competizione tra compagnie tradizionali e dirette. Nel 2009-2010 un vantaggio medio di 150 euro in meno era determinante per invogliare i clienti a scegliere le compagnie dirette. Oggi che il divario si è ridotto a 64 euro, il prezzo non rappresenta più un incentivo decisivo per cambiare canale distributivo.