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Tariffe autostradali, divergenze tra Di Pietro e Padoa-Schioppa

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Braccio di ferro sulle nuove tariffe autostradali. I contrasti non sono solo tra il ministero delle Infrastrutture e l’Aiscat, ovvero l’associazione delle concessionarie, ma anche tra gli stessi tecnici di Di Pietro e quelli di Tommaso Padoa Schioppa. Le due riunioni fiume pre-Cipe non hanno diradato le nubi sul nuovo meccanismo che dovrà regolamentare i pedaggi. Da un lato il dicastero delle Infrastrutture è favorevole al “price-cap” e a un meccanismo di revisione subordinato di volta in volta alle decisioni del governo, eliminando però l’automatismo che ne è parte integrante e che costituisce il presupposto dell’intera normativa. Dall’altra il Tesoro punta soprattutto sul “profit-cap”, ossia un tetto agli utili delle società autostradali. Oltre una certa soglia, definita congrua, non si può guadagnare. La revisione del tetto sarebbe quinquennale. Misure a elevato contenuto dirigistico che a detta di molti trasformerebbero il contratto di concessione in una gestione per conto dello Stato.