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Tappa pugliese per Merrill sulla via di Seat Pagine Gialle

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Che ci fa in Puglia il numero due di Merrill Lynch? Pensa a una sistemazione per le vacanze estive? L’avvistamento avvenuto nel Salento sarebbe in realtà legato alle trattative in corso per rilevare un resort, ma non sarebbe l’unica spiegazione della presenza in Italia. E’ su Seat Pagine Gialle, secondo quanto appreso da Finanza.com, che si starebbe concentrando l’interesse di Merrill nel Belpaese, tanto che la divisione di private equity che fa capo alla casa d’affari – si mormora – starebbe già organizzando un consorzio, con la partecipazione di altri fondi, per candidarsi all’acquisizione della società editrice delle guide telefoniche.
Un avvicinamento che avrebbe preso le mosse dopo che lo scorso 22 maggio i fondi azionisti di maggioranza di Seat (BC Partners, CVC Capital Partners, Investitori Associati e Permira), che insieme controllano il 49,6%, hanno reso noto di aver dato incarico a Lehman Brothers per esplorare un ampio ventaglio di possibili opzioni finanziarie strategiche per massimizzare il valore del proprio investimento.
Se realmente si dovesse assistere a un passaggio di mano, per Seat si tratterebbe del quarto avvicendamento al controllo nel giro di dieci anni. Nata nel 1996 per scissione da Stet, nel novembre 1997 la società è stata acquisita da una cordata di imprenditori privati, tra i quali Telecom Italia, Comit, De Agostini e Investitori Associati. Sono gli anni in cui la società è guidata da Lorenzo Pellicioli in qualità di a.d. Nel novembre 2000, a seguito dell’operazione Tin.it, Seat Pagine Gialle entra a far parte del gruppo Telecom. Nel maggio 2003 l’assemblea degli azionisti approva il progetto di scissione parziale mediante trasferimento delle directories. Infine nel giugno 2003, dopo la scissione delle attività media in Telecom Italia Media, il consorzio composto da BC Partners, Permira, CVC Capital Partners e Investitori Associati, si è aggiudicato all’asta il 61,5% di Seat per 3 miliardi, per un prezzo per azione pari a 0,598 euro. L’anno successivo i fondi hanno proceduto alla distribuzione di un dividendo straordinario di 0,43 euro per azione. Oggi il titolo è quotato 0,47 euro, mentre il valore della quota di proprietà dei fondi è valutata intorno ai 2 miliardi.