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Il tapering si allontana e il dollaro si indebolisce

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Seconda parte di seduta con il segno meno per l’indice del dollaro. Dopo la riunione della Fed di mercoledì oggi era in calendario il secondo market mover della settimana per il biglietto verde: la pubblicazione dei dati relativi l’andamento del mercato del lavoro a luglio.

Dai numeri forniti dal Dipartimento del Lavoro sono arrivate indicazioni contrastanti: da un lato il tasso di disoccupazione è sceso più delle attese al 7,4%, il livello minimo da fine 2008, dall’altro la crescita delle buste paga ha rallentato la sua corsa fornendo un saldo positivo di 162 mila unità, oltre 20 mila in meno rispetto alle stime.

La delusione degli operatori è amplificata dalla revisione da +195 a +176 mila del dato precedente e dal fatto che a luglio il grosso delle assunzioni è stato effettuato in settori storicamente caratterizzati da un’alta dose di volatilità (che si amplifica nei mesi estivi) come la ristorazione e il retail.

Un rallentamento del mercato del lavoro, in linea con la crescita “modesta” descritta dalla Federal Reserve, allontana l’ipotesi-tapering (il calo degli acquisti di asset) e questo sta indebolendo il biglietto verde. Dopo esser salito in quota 82,5 poco prima della pubblicazione dei dati, il dollar index, l’indicatore che rileva l’andamento del greenback contro un basket di valute, passa di mano a 81,821, oltre mezzo punto percentuale in meno rispetto al dato precedente.

Indicazioni simili anche per il cambio con lo yen e con la moneta unica, passati in pochi minuti da 99,94 a 98,9 yen e da 1,3187 a 1,3284 dollari.