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Tante le tensioni geopolitiche che soffiano sotto il pentolone dove bolle il petrolio

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Sono tante le tensioni geopolitiche che soffiano sotto il pentolone dove bolle l’oro nero. Dalle elezioni in Kenia all’attentato a Colombo, capitale dello SriLanka, al raid israeliano avvenuto stanotte nella città di Gaza in cui sono rimasti uccisi quattro palestinesi membri del braccio armato di Hamas, alla situazione incandescente in Pakistan dopo l’attentato di settimana scorsa di Benazir Bhutto, ex primo ministro del Paese in corsa alle elezioni in programma a gennaio. Non stupisce così il rialzo del greggio sopra 96 dollari sul mercato elettronico after hours di New York. Il petrolio con consegna a febbraio è balzato fino a 96,60 dollari, in progresso dello 0,7%. A incidere sull’oro nero anche l’attesa per il dato sulle scorte Usa in programma domani e previsto in calo.