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Tante incognite sull’aumento Mps, da conversione volontaria bond (al via lunedì) a esito referendum

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Prima la conversione volontaria dei bond subordinati, al via lunedì 28 novembre (fino al 2 dicembre), poi l’aumento di capitale da 5 miliardi di euro al via il 7 o l’8 dicembre, con in mezzo l’incognita referendum. Percorso pieno di insidie quello del complesso piano di rafforzamento patrimoniale di Banca Mps. E’ atteso per il weekend il via libera della Consob al prospetto di conversione volontaria di bond per quasi 4,3 miliardi di euro.

Dalla conversione dei bond, dal cui esito dipende il successivo aumento di capitale, Mps si attende di raccogliere almeno un miliardo di euro. Molto dipenderà dalle decisioni degli investitori istituzionali, in particolare gli hedge fund, che andranno a vagliare i rischi di un’operazione molto complessa. Conversione che dovrebbe essere appoggiata da Generali Assicurazioni che detiene circa 400 milioni di titoli subordinati.

Ieri è arrivato il via libera dell’Assemblea di Monte dei Paschi di Siena all’aumento di capitale di 5 miliardi di euro dopo una riunione fiume di nove ore. La banca ha deciso di cedere in blocco 27 miliardi di sofferenze lorde. “Un approccio corretto”, lo ha definito l’Ad, Marco Morelli, secondo cui il problema va risolto “in maniera radicale”. Nonostante il manager abbia tenuto a precisare “che il piano è sganciato dal referendum”, la consultazione del prossimo 4 dicembre spaventa gli operatori visto che la possibile vittoria del no (e i possibili riflessi sulla tenuta dell’esecutivo) pende come una spada di Damocle sul piano della banca.

Questa mattina è poi arrivata la comunicazione del prezzo massimo di sottoscrizione delle nuove azioni, fissato a 24,9 euro, tenuto conto del raggruppamento nel rapporto di 1 nuova azione ogni 100 azioni esistenti.
Stando alle indiscrezioni, il QIA, il fondo sovrano del Qatar, con un miliardo di euro dovrebbe diventare socio di riferimento.

Conversione bond, tre opzioni per i retail
La quasi totalità degli investitori retail (circa 37mila) è coinvolta attraverso il bond subordinato Tier II 2008-2018, sceso nelle ultime settimane a quota 60 euro nonostante il piano di Mps offra la conversione volontaria a 100 (con obbligo di reinvestimento nell’aumento di capitale). Il prospetto chiarirà le modalità di conversione dei retail facendo luce sulla possibilità o meno della banca incaricata (la stessa Mps) di sollecitare attivamente o meno la conversione. Per il piccolo risparmiatore c’è il trade-off fra aderire alla conversione e assumersi il rischio azionario e non aderire con il rischio che il complesso della ricapitalizzazione non vada a buon fine e ci sia il bail-in. In alternativa può vendere il bond sul mercato, riportando una perdita consistente, ma evitando di mantenere l’esposizione al rischio.