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Svolta storica negli Stati Uniti, la Camera approva la riforma della sanità

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Dopo mesi di dibattito e polemiche, di accuse di socialismo e statalismo, il Congresso Usa ha approvato una legge storica, sfuggita per oltre un secolo ai predecessori di Obama. La Camera, con 219 voti a favore (tre in più dei 216 necessari) e 212 contrari, ha approvato la riforma della sanità contenuta nel testo varato dal Senato poco prima di Natale e adesso andrà alla firma del presidente Obama, mentre la legge di accompagnamento passerà al Senato per essere votata a maggioranza semplice. Il voto sul filo del rasoio è arrivato grazie al sostegno di un manipolo di democratici anti-abortisti che hanno strappato in extremis alla Casa Bianca un decreto sul bando all’uso di fondi pubblici nelle interruzioni volontarie di gravidanza. La legge, che costerà 940 miliardi di dollari in dieci anni, amplia la copertura a 32 milioni di persone innescando il più radicale cambiamento del sistema sanitario negli Stati Uniti.


La vittoria dei democratici ha chiuso una maratona politica di oltre un anno. L’aborto, con l’input dei vescovi cattolici contro la riforma, e le ingenti spese federali sgradite ai conservatori, erano i nodi principali che avevano frenato per mesi il cammino di una riforma che non crea una sanità pubblica alla “europea” ma aiuterà comunque le famiglie meno agiate e della middle class a comprare una polizza dai costi accettabili. Secondo il Congressional Budget Office, l’osservatorio bipartisan del Congresso sul bilancio federale, l’attuazione della riforma consentirà agli Usa di tagliare il deficit di 138 miliardi nei primi dieci anni. La legge permetterà ai giovani fino a 26 anni di restare sotto la mutua dei genitori, garantirà una polizza ai malati cronici e a chi ha problemi di salute preesistenti, impedirà infine alle mutue di scaricare chi si ammala.

E’ stata una vittoria sul filo dei rasoio. La Commissione Procedure della Camera aveva stabilito alla vigilia le regole del gioco: dopo il voto procedurale sull’agenda dei lavori (224 a 206), oltre due ore di dibattito sulla legge del Senato e sul provvedimento di aggiustamento che tiene conto del testo della Camera, infine la coppia di votazioni sui due testi. Superato lo scoglio della Camera, il testo del Senato verrà sottoposto nei prossimi giorni alla firma di Barack Obama, mentre la legge di accompagnamento passerà al Senato per essere votata a maggioranza semplice. Ci vorrà quindi ancora tempo e il risultato non è scontato: in caso di emendamenti, il testo tornerebbe alla Camera per un nuovo voto. Per Obama la riforma sanitaria non è stata la Waterloo auspicata dai suoi avversari, ma la battaglia non è ancora finita.