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Svolta Facebook, pagherà le tasse nei Paesi dove realizza i ricavi

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Facebook prepara la svolta sulla trasparenza fiscale. Le crescenti pressioni internazioanli hanno indotto il social network numero uno al mondo a cambiare registro nel giro di un anno i ricavi pubblicitari realizzati col supporto dei team locali non saranno più contabilizzati dalla sede internazionale a Dublino, ma dalla società presente in quel paese.

“Passaggio a un modello di vendita locale”. Così titola Facebook nella sua newsroom con il chief financial officer, Dave Wehner, che dettaglia la scelta del gruppo. Facebook ha deciso di adottare una struttura di vendita locale nei paesi in cui ha un ufficio per supportare le vendite agli inserzionisti locali. In parole povere, ciò significa che i ricavi pubblicitari dei team locali non saranno più registrati dalla sede internazionale a Dublino, ma saranno invece registrati dalla società locale del paese specifico dove i ricavi si realizzano.

Facebook aveva già fatto un cambiamento simile anche nel Regno Unito e in Australia, dove ora contabilizza localmente i ricavi realizzati con il supporto dei team locali. 

“Riteniamo che il passaggio a una struttura di vendita locale fornirà maggiore trasparenza ai governi e ai responsabili politici di tutto il mondo che hanno chiesto una maggiore visibilità sui ricavi associati alle vendite sostenute localmente nei singoli paesi”, sono le parole di Dave Wehner.

Facebook intende procedere a questa svolta contabile in tempi relativamente brevi “per garantire una transizione senza interruzioni”. Il cambiamento sarà portato avanti nel corso del 2018, con l’obiettivo di completare la transizione in tutti gli uffici entro la prima metà del 2019.

Menlo Park, in California, continuerà ad essere la sede statunitense di Facebook mentre Dublino continuerà ad essere il quartier generale internazionale.

Ora anche gli altri colossi web faranno lo stesso?
“Ottima notizia, anche gli altri colossi di internet dovrebbero fare altrettanto. Bene che si giochi d’anticipo sull’entrata in vigore della web tax, applicando il giusto principio che le tasse vanno pagate dove i profitti vengono realizzati ed i servizi venduti”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.