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La svolta della BoJ delude sui tempi, lo yen si apprezza

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Niente nuovi stimoli immediati da parte della Bank of Japan. Dopo due giorni di meeting, è giunta la decisione dell’istituto centrale nipponico con il governatore Masaaki Shirakawa e 6 dei 9 membri del board che hanno votato a favore del raddoppio del target di inflazione al 2% da raggiungere “il più presto possibile”. L’istituto centrale nipponico si è così allineato alla richiesta del nel nuovo premier Shinzo Abe per una lotta più decisa alla deflazione cronica del Paese del Sol Levante. In aggiunta dal 2014 partirà un nuovo piano “open-ended” di acquisto di asset per complessivi 13 mila miliardi di yen al mese con prevalenza di acquisti di titoli di stato a breve termine e che durerà fino al raggiungimento dell’obiettivo di inflazione. Nel frattempo sarà completato il piano di acquisti da 76 mila mld di yen complessivi.

L’avvio del nuovo piano stile Fed solo tra un anno ha parzialmente deluso gli investitori provocando una ripresa delle quotazioni dello yen. A metà mattinata il cross dollaro/yen viaggia a 88,58 yen, in calo di oltre l’1%. Ierila divisa nipponica aveva toccato i nuovi minimi dal giugno 2010 rispetto al dollaro con cross $/Y che si era spinto fino a 90,25. “Il cambio di rotta della BoJ ha innescato prevedibili prese di profitto sul cambio USD/JPY – commenta Michael Hewson, Senior Market Analyst di CMC Markets – per quanto si possa immaginare che si tratti di un movimento temporaneo e non tendenziale con il cross in rotta comunque verso quota 94”.

Intanto ieri sera il numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann, aveva ammonito sul fatto che seguire pedissequamente le indicazioni sull’allentamento della politica monetaria arrivate da Abe potrebbe minare l’indipendenza della BoJ rischiando di “politicizzare” il tasso di cambio dello yen aumentare le tensioni con i partner commerciali del Giappone.

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