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Sulla Spagna l’incognita degli stress test e di un possibile downgrade da Moody’s

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Giornata cruciale per Madrid. Dopo la chiusura dei mercati saranno infatti presentati i risultati degli stress test sugli istituti bancari del Paese (indiscrezioni riportate da El Pais indicano che i primi 6 istituti del Paese avrebbero superato l’esame) e sempre oggi scade anche un altro termine: la revisione di Moody’s sul rating del Paese.

La scadenza è posta per l’ultimo giorno del mese di settembre, coincidente con l’ultima seduta di Borsa del mese. Usualmente le comunicazioni sul rating dell’agenzia Usa vengono effettuate a mercati chiusi, ma non è da escludere che Moody’s possa attendere proprio l’esito degli stress test prima di emettere il suo giudizio e quindi rinviare la sua decisione. Un downgrade porterebbe il rating di Madrid in territorio junk, ossia “spazzatura”, ma Moody’s non ha nessun obbligo di prendere una decisione entro i tempi della revisione come potrebbe altresì decidere di mantenere invariato il suo giudizio sul merito di credito del Paese.
 
I rumor che starebbero circolando sul mercato e che stanno impattando negativamente sui listini europei relativi a un possibile downgrade spagnolo sarebbero quindi frutto di un equivoco. Moody’s non prenderà nessuna decisione a sorpresa, semplicemente potrebbe prendere una decisione secondo tempi che aveva già stabilito tre mesi fa (ammesso che una decisione venga effettivamente presa).

Michael Hewson di CMC Markets spiega che “dopo il varo della Finanziaria, rimane ancora da verificare se il governo spagnolo abbia fatto tutto il necessario per convincere l’Europa di avere fatto abbastanza in termini di misure per ridurre il debito in modo da non dover sottostare ad ulteriori restrizioni nel momento in cui andranno a chiedere gli aiuti internazionali. Pur tuttavia, già oggi potremmo assistere ad una verifica e capire se il tatticismo di Rajoy avrà portato acqua al suo mulino o se il rapporto finale sugli stress test bancari condotto da Oliver Wyman sarà pronto ad affermare il contrario, qualora risultasse che il fabbisogno degli istituti finanziari iberici si collocasse nella parte alta della forchetta”.