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Sull’S&P si salva Pirelli, appena positiva anche Rcs

QUOTAZIONI Rcs Mediagroup
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All’interno di un S&P messo a terra dagli ordini di vendita, l’unico titolo che è riuscito a spuntare un timido segno positivo è stato Pirelli (+0,42%). Per il resto, la lettera l’ha fatta da padrona. Le perdite maggiori sono state accusate dalle blue chip del risparmio gestito, Mediolanum e Banca Fideuram, che tendono generalmente ad amplificare l’andamento degli indici di mercato, ma anche dalle Popolari di Verona e Novara e di Milano, dalla multiutility Aem, dai finanziari Generali, Unicredit e Capitalia, dagli industriali Fiat, Finmeccanica, ST Microelectronics, Parmalat e Italcementi. Giù con particolare vigore anche il titolo media Seat Pagine Gialle e i petroliferi Saipem e Tenaris. Le azioni del comparto “oil” hanno così bruscamente invertito la rotta, dopo il rimbalzo delle ultime sedute, non riuscendo nemmeno a trarre spunti al rialzo dalla nuova impennata delle quotazioni dell’oro nero sui mercati delle materie prime. Tra i petroliferi debole anche Eni, che non è riuscita a sfruttare sul finale l’upgrade a “buy” giunto dagli analisti di Ubs. Sul Midex, Rcs MediaGroup è riuscita a scongiurare le perdite (+0,05%), mentre, secondo Il Sole-24Ore, Banca popolare italiana, non avendo raggiunto un accordo con Magiste, avrebbe deciso di escutere il pegno delle azioni della holding che controlla il Corriere della Sera. Infine, sospesi al rialzo per gran parte della sessione di Borsa i titoli targati Pagnossin e Richard Ginori, dopo che la I.pr.ei di Carlo Rinaldini, azionista di controllo di Pagnossin, e la Vetrofin di Rocco Bormioli hanno dichiarato di aver sottoscritto un accordo non vincolante per il rilancio delle società tramite la ricapitalizzazione di Pagnossin.