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Su asta Btp pesano tensioni politiche. Debole domanda e rendimento in salita per il decennale, spread sotto pressione

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Il pieno fatto registrare dall’asta Btp odierna non basta a convincere il mercato che storce il naso alla salita del rendimento di assegnazione del decennale (massimi da giugno al 4,5%) con domanda debole. La reazione è stata quindi di un immediato aumento delle tensioni sul mercato secondario con lo spread Btp-Bund salito di slancio sopra la soglia dei 260 punti base, sui massimi da inizio agosto. Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund si è portato fino a 262 punti base con rendimento del decennale italiano al 4,42%.  Sull’Italia negli ultimi giorni stanno pesando gli ultimi sviluppi politici con l’eventualità di una crisi di governo che è diventata molto concreta e rischia di rendere più restii gli investitori a puntare sui titoli di Stato italiani.

Btp decennale assegnato al rendimento più alto da giugno
Il Tesoro italiano ha allocato titoli di Stato a media-lunga scadenza per complessivi 6 miliardi di euro, al top della forchetta prevista che era tra 5 e 6 miliardi. Nel dettaglio è stata collocata la terza tranche il Btp decennale con scadenza marzo 2024 per 3 miliardi di euro. Il rendimento di assegnazione del decennale è stato del 4,50% dal 4,46% della precedente asta tenuto a fine agosto. Il rapporto di copertura è stato pari a 1,38 volte dalle 1,51 precedenti. Il Btp a 10 anni presenta una cedola lorda del 4,50%.
Allocati anche 3 miliardi di euro di Btp a 5 anni (scadenza dicembre 2018) con un rendimento al 3,38%, in linea con quello della precedente asta di titoli quinquennali tenuta lo scorso mese. La domanda ha superato l’offerta di 1,43 volte, in miglioramento rispetto al bid-to-cover di 1,22 fatto registrare il mese scorso.

 
“L’asta è stata veramente deludente – commenta a caldo Vincenzo Longo, market strategist di IG – con i rendimenti sul titolo benchmark (10yrs) saliti inaspettatamente rispetto all’emissione precedente”. “Se paragoniamo l’esito odierno con quelli recenti di paesi periferici dell’eurozona – aggiunge Longo – possiamo notare come l’Italia nel corso delle ultime 5 settimane abbia avuto una performance decisamente peggiore. Le continue tensioni politiche sono tra le cause principali di tale andamento”.
Con l’asta odierna si conclude i,l programma di emissioni di settembre con il trittico di aste di questa settimana che ha visto l’emissione di complessivi 17,75 mld di euro.

Bene fiducia imprese, a settembre balzo ai massimi a due anni
Oggi indicazioni confortanti erano arrivate invece dall’indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere che a settembre è salito a 96,6. Si tratta dei massimi dall’agosto 2011. I giudizi sugli ordini e le attese di produzione migliorano rispettivamente da -32 a -28 e da -1 a 3; il saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino passa da 0  a -1.