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La stretta monetaria fa meno paura, torna il denaro su Wally

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Gli investitori americani continuano gli acquisti nella speranza che, sui corsi azionari, cresca il peso di fattori diversi dai movimenti dei tassi decisi dalla Fed. Questo sentimento, nato settimana scorsa a seguito delle dichiarazioni del governatore della Fed, è cresciuto ieri in seguito alla pubblicazione dei dati relativi all’indice delle attività manifatturiere, inferiori alle attese. Elemento quest’ultimo che ha consolidato le aspettative di chi, tra gli investitori professionisti, ritiene prossima la fine della stretta monetaria di Bernanke. A questo punto l’andamento dei titoli potrebbe tornare a subire soprattutto l’influenza di fattori come gli utili aziendali. Ieri, in una seduta ridotta per le festività, IBM ha guadagnato l’1,56% a 78,02 dollari, forte di una sentenza favorevole in merito ad una disputa con SCO Group, sulla proprietà intellettuale di un linguaggio di programmazione. General Motros ha invece perso l’1,28% a 29,41 dollari, dopo che il gruppo Nissan Renault ha accettato di discutere di una possibile alleanza con il colosso di Detroit.