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Stretta Fed meno vicina, respirano le valute emergenti

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I deludenti riscontri arrivati venerdì dal mercato del lavoro statunitense hanno stemperato notevolmente la prospettiva di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed) già nel mese di ottobre. La bassa crescita delle non farm payrolls (solo +142mila unità a settembre rispetto alle +201mila attese) ha fatto subito scattare le vendite sul dollaro statunitense con il rendimento dei Treasury a 10 anni ridisceso venerdì sotto la soglia del 2%. 

Respirano le valute emergenti 

Ad accogliere con favore i riscontri arrivati venerdì sono state le principali valute emergenti che vedono meno pressante la prospettiva di un aumento del costo del denaro negli Stati Uniti che andrebbe a ridurre ulteriormente la domanda di asset più rischiosi. Venerdì la lira turca ha guadagnato l’1,2% e la rupia indiana è risalita ai massimi a 6 settimane.

Dollaro giù contro l’euro, non contro lo yen 

Oggi il cross euro/dollaro si muove ancora in rialzo a quota 1,1285, vicino ai massimi intraday toccati venerdì a seguito dell’uscita delle payrolls. “Venerdì l’EUR/USD non è riuscito a bucare la resistenza a 1,1327 – sottolineano oggi gli analisti di Swissquote – Al ribasso, il supporto più vicino staziona a 1,1087 (minimo del 3 settembre), quello successivo si osserva a 1,0809 (minimo del 20 luglio)”. 

“Anche se la probabilità di un primo rialzo a ottobre si è ridotta – rimarca Asmara Jamaleh di Intesa Sanpaolo –  permangono le condizioni per una svolta quest’anno e per un contestuale rimbalzo del dollaro”.

Da segnalare invece la tenuta del biglietto verde contro lo yen con cross tornato prontamente sopra la soglia di 120 “perché il mercato prevede un’ulteriore debolezza dello yen a causa dell’espansione, molto probabile, degli stimoli monetari della BoJ”, sottolinea Arnaud Masset, Market Strategist di Swissquote Europe.