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Stretta del Parlamento europeo sulle agenzie di rating

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Il parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza (579 voti favorevoli, 58 contrari e 60 astenuti) la nuova regolamentazione destinata a disciplinare l’attività delle agenzie di rating, le società che valutano il merito di credito di aziende e Stati. Il nuovo provvedimento mira a ridurre, si legge nella nota di presentazione del provvedimento, “l’eccessivo affidamento ai rating”.

“Con questo nuovo regolamento facciamo dei passi in avanti: le novità introdotte sono pienamente coerenti con l’ispirazione di fondo di questo provvedimento che è quella di favorire il rating interno, di avere una pluralità di voci affidabili e comparabili al servizio degli investitori e di mettere in discussione l’oligopolio che ha caratterizzato fino ad oggi l’offerta del rating”, ha detto il relatore del provvedimento, l’italiano Leonardo Domenici.

Secondo quanto dichiarato dal Commissario Ue al Mercato interno, Michel Barnier, “si tratta di un passo importante nel rafforzamento della regolamentazione finanziaria” visto che da ora in poi “le agenzie dovranno essere più trasparenti nel valutare il debito sovrano e dovranno seguire regole più stringenti che le renderanno responsabili per errori e negligenze”. Barnier ritiene inoltre che la nuova regolamentazione “contribuirà ad accrescere la competizione nell’industria del rating”, attualmente dominata dalla triade Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch.

Il provvedimento nel dettaglio
Secondo la nuova legislazione, le agenzie potranno emettere rating non richiesti sul debito sovrano solo in periodi specifici e, per prevenire conflitti d’interessi, è fissato un tetto alle quote azionarie che le agenzie possono possedere negli enti di cui devono stilare la valutazione.

Le agenzie dovranno astenersi dal pubblicare rating, o informare il pubblico sull’esistente conflitto d’interessi, “nel caso in cui un azionista o un socio, in possesso di almeno il 10% dei diritti di voto, abbia investito nel soggetto valutato”.

Nuove regole anche per gli orari di pubblicazione: mai durante lo svolgimento delle sedute di borsa e almeno un’ora prima dell’apertura. Vietati anche i suggerimenti di politica economica.

Le agenzie responsabili per i rating
Gli investitori che basano le loro attività sui rating potranno citare in giudizio un’agenzia nel caso che il giudizio sia “in contrasto con le nuove regole […],sia intenzionalmente che per forte negligenza, indipendentemente dalla presenza di una relazione contrattuale fra le parti”.

Per l’entrata in vigore del provvedimento è ora necessario il via libera formale del Consiglio Ue.