Stress test: Banca Carige bocciata, Cda vara aumento di capitale da 500 milioni

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Banca Carige e Monte dei Paschi di Siena sono le due banche italiane ad essere state bocciate agli esami condotti dalla Banca centrale europea. In particolare Carige risulta deficitaria di 814 milioni di euro. Il Cda dell’istituto ligure, nel prendere atto dei risultati del Comprehensive Assessment comunicati da Francoforte, ha voluto sottolineare che “l’applicazione delle prove di stress test sull’esercizio 2013 – negativamente influenzato dalle iniziative straordinarie poste in essere dalla Banca nel corso di detto esercizio – ha amplificato gli impatti sul prospettato shortfall di capitale”. Non si è fatta attendere la reazione a Piazza Affari. Il titolo al momento è congelata al ribasso con un calo teorico del 17,83% a 0,07 euro.

“L’esito del Comprehensive Assessment – si legge in una nota – ha determinato un coefficiente patrimoniale un Common Equity Tier 1 Ratio del Gruppo Banca Carige pari al 3,88% a seguito dell’Asset Quality Review, con un fabbisogno di capitale (shortfall) pari a 951,6 milioni rispetto al requisito minimo dell’8% e pari al 2,34% e a -2,36%, rispettivamente nello scenario base e nello scenario avverso dello stress test, corrispondenti a uno shortfall, rispettivamente pari a 1.321,1 e 1.834,6 milioni“. “Includendo nei risultati l’importo di 1.021,2 milioni afferenti le principali misure sul capitale già realizzate nei primi nove mesi del 2014, emerge un’eccedenza di capitale rispetto ai requisiti richiesti all’esito dell’Aqr di 69,6 milioni mentre il fabbisogno di capitale ammonta, nei due scenari di stress, rispettivamente, a 299,9 e a 813,4 milioni”.

“In merito all’Aqr – spiega la banca nella nota – il cui perimetro di circa 21 miliardi corrisponde ad oltre l’80% del totale impieghi verso clientela di 25,4 miliardi e da cui sono emerse – sul portafoglio oggetto di credit file review – additional provisions pari a 215,7 milioni (al lordo dell’effetto fiscale) determinate con criteri di estrema prudenza, i risultati confermano l’adeguatezza delle iniziative predisposte dalla banca durante il 2013 e proseguite nell’esercizio in corso con i medesimi criteri di rigore”.

Al fine di far fronte alla prospettata esigenza di una supplementare dotazione di capitale di 813,4 milioni risultante dall’esercizio di Comprehensive Assessment, il Cda ha deliberato all’unanimità di porre in essere una serie di iniziative, tra cui un aumento di capitale sociale a pagamento per un importo non inferiore a 500 milioni, da offrirsi in opzione agli azionisti. La banca ha acquisito l’impegno di Mediobanca, a pre-garantire, in qualità di Global Coordinator e Bookrunner, fino a 650 milioni l’integrale sottoscrizione delle azioni rivenienti da detto aumento di capitale, qualora detto maggiore importo venisse ritenuto necessario ai fini della validazione da parte della Bce delle misure del Capital Plan”. Il board ha inoltre previsto la dismissione delle attività del gruppo operanti nel comparto assicurativo e nei settori del private banking e del credito al consumo, oltre all’acquisto delle minorities delle banche controllate.

“Riteniamo che Banca Carige grazie alle garanzie di Mediobanca possa riuscire a colmare lo shortfall di capitale evidenziato dagli stress test”. Questo il parere espresso da Filippo Diodovich e Vincenzo Longo, market strategist di IG. “Rispetto a Monte dei Paschi di Siena, crediamo che Banca Carige possa essere coinvolta nel processo di consolidamento del settore bancario italiano che pensiamo possa partire a inizio 2015. L’eventuale discesa dei recenti minimi storici, in area 0,90 euro, potrebbe alimentare discese sino a 0,75 euro (target price 0,75 euro)”.