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Strategist ottimisti su azionario Italia: “Vicende politiche oscurano appetibilità MSCI Italy”

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Analista in un’intervista a Barron’s: “quando si inizia a parlare dei fondamentali delle banche (italiane) molta gente si spaventa. Ma arriva il momento in cui anche la cosa più orribile …

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Le vicende politiche italiane stanno oscurando l’appetibilità di Piazza Affari, in particolare dell’indice MSCI Italy. E’ quanto scrivono Chris Kostantinos, Doug Sandler e Rod Smyth, di RiverFront Investment Group.

Sandler è strategist dei mercati globali per la società di consulenza agli investimenti; Kostantinos è responsabile strategist per gli investimenti, e Rod Smyth è direttore degli investimenti.

I tre fanno notare nella loro analisi come i titoli delle società italiane a larga capitalizzazione rappresentati dall’indice MSCI Italy vengano scambiati al momento a un valore a 12  e 0,7 volte rispettivamente gli utili e il fatturato attesi per il prossimo anno.

Entrambi i ratio, scrivono gli esperti, sono inferiori alle medie di lungo termine, e questo nonostante il dividend yield sia superiore al 4% e le stime del consensus suggeriscano ancora una crescita dell’utile per azione a doppia cifra per il 2018, dopo il rialzo del 25% segnato dagli utili nel 2017 (i dati sono stati compilati da Thomson Reuters, I/B/E/S).

Riverfront ricorda che i dati di Factset Data Systems mettono in evidenza, inoltre, che le dieci principali azioni dell’MSCI Italy rappresentano in tutto più del 70% della intera capitalizzazione di mercato dell’indice e che tra di essi si mettono in evidenza “istituzioni finanziarie con fondamentali in miglioramento, marchi consolidati caratterizzati da una presenza globale, e utility di elevata qualità con una generazione solida di cash flow“.

Da segnalare che i principali 10 titoli dell’MSCI Italy sono Eni; Enel, Intesa SanPaolo, UniCredit, FCA, Assicurazioni Generali; Ferrari; Atlantia; CNH Industrial; Luxottica.

Così la società di investimento:

“Non neghiamo che il sistema bancario italiano presenti ancora dei rischi, in particolare riguardo alle banche più piccole, e che la politica stessa possa rimanere un rischio e un freno potenziale per l’economia italiana per il prevedibile futuro. Tuttavia, crediamo che la recente debolezza dei titoli sconti già tali punti di debolezza, e che gli investitori contrarian che puntano sull’Italia saranno premiati”.

In generale, agli investitori che desiderino fare scelte di investimento in un’ottica di 7-10 anni, Riverfront consiglia di avere una esposizione specifica sui titoli delle società italiane a larga capitalizzazione, inserendo nel portafoglio anche i titoli delle società giapponesi a piccola capitalizzazione.

Da segnalare che RiverFront Investment Group è una società di consulenza agli investimenti registrata presso la Sec, che gestisce diversi portafogli scegliendo azioni, bond ed ETF.

La view positiva sull’Italia viene motivata con il fatto che “in generale, gli italiani desiderano rimanere in Eurozona”, fattore che di per sé allontana il rischio di una uscita dell’Italia dall’euro. Il paese beneficia inoltre, secondo gli esperti, dell’atteggiamento dovish della Bce.

Una nota positiva sull’azionario italiano è arrivata anche da Marc Halperin, gestore di portafoglio senior presso Federated Investors, con sede a New York.

Intervistato da Barron’s, Halperin ha ripercorso la tempesta finanziaria che si è accanita contro l’Italia nelle settimane precedenti la formazione del governo M5S-Lega, motivando il calo dei titoli bancari con “l’elevata esposizione verso il debito sovrano” dell’Italia, fattore tra l’altro già noto.

Detto questo, Halperin ha riconosciuto gli sforzi che gli istituti di credito italiani hanno compiuto e stanno compiendo nello smobilizzare i loro crediti deteriorati e ripulire così i bilanci. Di conseguenza, a suo avviso il pessimismo su questi titoli può essere stato eccessivo.

J.C. Parets, AD di All Star Charts ed esperto nell’analizzare il trend dei corsi azionari, ha espresso anche lui a Barron’s una view positiva su Piazza Affari,  in particolare sulle sue banche, facendo notare che “di colpo tutti, ora, sono diventati esperti di bond italiani”. Il risultato, ha spiegato, è che, “quando si inizia a parlare dei fondamentali di queste banche (italiane) molta gente si spaventa. Ma arriva il momento in cui anche la cosa più orribile viene prezzata”.

Parets è bullish sull’intero settore bancario europeo, al punto di consigliare di posizionarsi sull‘iShares MSCI Europe Financials, fino a quando l’ETF si manterrà sopra $21.

L’analista ritiene anche che proprio quelle banche – sia italiane che non – che hanno performato peggio rispetto all’indice sono le stesse che assisteranno alla ripresa più sostenuta, quando il comparto tornerà a salire.

I nomi citati sono quelli delle spagnole Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (BBVA) e di Banco Santander, dell’italiana UniCredit e della francese BNP Paribas, i cui titoli hanno perso tra il 12% e il 20%, rispetto al calo del -8% dell’iShares MSCI Europe Financials ETF.