1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Strategie: Schroders, perché investire oggi secondo il dividendo

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Le azioni che distribuiscono un dividendo ( a patto di individuarle ed analizzarle con cautela), offrono benefici stabili e sostenibili. Il profilo di rischio e la conseguente volatilità sono inferiori a quelle degli indici di riferimento, e il loro turnover rappresenta solo il 50% dei titoli che non pagano un dividendo. Nel lungo periodo, quasi il 50% dei benefici conseguibili dall’investimento azionario proviene dai dividendi. Tuttavia, non tutte le strategie da dividendo si concentrano sulle performance. Secondo Sonja Schemmann, fund manager di Schroders Investments, i fondi più efficaci sono quelli che combinano la crescita con il rendimento, cercando l’esposizione a modelli di business efficienti e ad una crescita di benefici superiore alla media, che si riveli fonte di introiti regolari nel tempo.
La strategist sostiene che la combinazione favorevole rappresentata da un basso profilo di rischio e dalla bassa volatilità, contribuisce a migliorare il profilo rischio/ rendimento di un portafoglio, e rappresenta un complemento idoneo da affiancare ai prodotti ad alto rischio ( fondi azionari paesi Emergenti o Bric).

Perché la strategia da dividendi è valida nell’attuale contesto di mercato?

Schemmann: se guardiamo al futuro, le attese si concentrano su una decelerazione della crescita economica e degli utili aziendali, ragion per cui è probabile che le società caratterizzate da un profilo di crescita stabile e sostenibile ottengano risultati superiori a quelli realizzabili da aziende che non possono contare su flussi di introiti regolari nel tempo. Le imprese dispongono di una grande liquidità, i livelli di indebitamento sono ragionevoli, la situazione finanziaria è sotto controllo ( tale da consentire di finanziare sia la distribuzione di dividendi che le operazioni di riacquisto di titoli propri). Il nostro team valuta positivamente l’impiego di liquidità per finanziare entrambe le operazioni. Contrariamente a quanto viene percepito dalla maggior parte degli esperti, crediamo che i payout ratio (percentuale di utili destinata a dividendo) si posizionino su livelli ragionevoli ( per esempio, al di sotto del 45% in Europa e ancor più in basso negli Usa), e che in realtà si sia verificato un calo negli ultimi due anni. L’enorme liquidità incassata dalle imprese ha permesso di duplicare i dividendi elargiti agli azionisti, senza per questo incorrere in problemi di natura finanziaria. Le strategie da dividendo si stanno affermando come un nuovo stile di investimento in Europa, ed è quasi certo che questo trend non si trasformi in una bolla speculativa. E’ probabile che non assisteremo ad una ripetizione degli ottimi risultati conseguiti dalle imprese che staccano i migliori dividendi. Ma questo non significa che la costruzione di un portafoglio titoli basato su queste società non sarà in grado di offrire rendimenti positivi in qualsiasi condizione di mercato.

E’ necessario sfatare alcuni miti legati alla politica dei dividendi. A volte si sente dire che un’impresa che distribuisce dividendi sottragga risorse da destinare all’ampliamento del suo business. Non è cosa certa, visto che è possibile individuare molti titoli che presentano una crescita dei benefici superiore alla media e un rendimento da dividendo accettabile. Gli investitori devono concentrare l’attenzione sull’equilibrio tra dividendo e re- investimento. Un’impresa che distribuisce il 100% dei suoi benefici agli azionisti (mediante il dividendo o il riacquisto di azioni) e non reinveste nel suo business, limiterà il suo potenziale di crescita nel futuro. Tuttavia, la distribuzione di una parte dei benefici agli azionisti può essere una buona strategia gestionale. Diversi studi hanno dimostrato che esiste una correlazione positiva tra lo stacco dei dividendi e il rendimento del capitale: lo stacco dei dividendi impone ai consigli di amministrazione una maggiore disciplina nell’uso del capitale. Il mercato dovrebbe aver appreso almeno una lezione dalla tendenza all’espansione verificatasi alla fine degli anni novanta, periodo in cui la maggior parte degli investimenti non è riuscita a recuperare il costo del capitale.

Secondo alcuni studiosi vi sarebbe una correlazione diretta tra la crescita dei tassi di interesse e il ridimensionamento dei prezzi delle azioni. E’ certo che esiste una relazione tra le azioni che distribuiscono dividendi e il livello dei tassi di interesse, perché quanto maggiore è il rendimento dei bond, tanto più contenuto risulta il rendimento da dividendo. Tuttavia, queste considerazioni non tengono conto che una strategia da dividendo è basata su criteri che vanno ben oltre il semplice rendimento da dividendo. I tassi di interesse influenzano in misura rilevante i titoli “simil-bond” ( per esempio, le azioni delle utilities), che hanno caratteristiche similari alle obbligazioni. Una strategia basata sui dividendi deve concentrarsi su azioni in grado di affiancare al dividendo una crescita stabile e sostenibile. L’allargamento della politica dei dividendi a settori tradizionalmente poco propensi allo stacco delle cedole, consente di costruire portafogli di investimento orientati ai titoli “generosi” ben diversificati. A cura di www.fondionline.it