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Strategie di trading: come battere Warren Buffett puntando sulla Fed e lavorando 40 giorni l’anno

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Come far meglio di Warren Buffett lavorando soltanto 40 giorni all’anno“. Per Cameron Crise, strategist macro presso Bloomberg, è possibile, prendendo spunto da una strategia di trading nota come pre-Fomc drift. Praticamente, una strategia in cui il trading è concentrato nei giorni in cui il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, si riunisce per annunciare eventuali modifiche ai tassi di interesse. 

La storia dimostra che, a partire dal 1994, ci sono stati considerevoli rialzi dell’azionario Usa proprio in concomitanza con quei giorni. I maggiori guadagni sono stati riportati prima dell’annuncio.

Dal grafico emerge che le valutazioni dell’azionario tendono a crescere nel pomeriggio del giorno prima dell’annuncio del Fomc, per accelerare al rialzo in modo più netto la mattina del giorno in cui ci sarà l’annuncio. 
Ritorni cumulativi sullo S&P nei giorni della Fed

Il periodo di riferimento inizia nel 1994, anno in cui la Fed ha iniziato ad annunciare il target dei tassi sui fed funds attorno alle 14.15, e termina nel 2011.

Nell’esaminare il trend dell’azionario, emerge che i corsi azionari possono fluttuare anche ampiamente ma, in media, tendono a terminare la sessione del giorno in cui c’è stato l’annuncio della Fed a un livello superiore di circa 50 punti base rispetto al valore della vigilia.

L’economista Crise, prendendo spunto dal pre-Fomc drift, (ovvero dell’assunto secondo cui l’azionario Usa tenderebbe a segnare rally appena prima e appena dopo i meeting del Fomc), va oltre, combinando tale strategia con un modello di riequilibrio del portafoglio (rebalancing model).

L’economista ha monitorato la performance di una strategia che si basa sul posizionarsi long sullo S&P 500 alla chiusura delle contrattazioni dei mercati nei due giorni precedenti ogni meeting del Fomc, per poi uscire dal trade alla fine di ogni giorno dell’annuncio del FOMC.

Nel misurare la performance storica di tale modello, è importante non includere alcuna informazione di forward guidance. Il risultato è che dal 1994, tale modello ha consentito di generare un ritorno attuale dell’8,6%, a fronte di una volatilità pari al 9,3%. 

Non male, afferma l’economista, per 40 giorni di lavoro all’anno (considerando i due giorni al mese per riequilibrare il portaglio e gli altri due giorni di ognuno degli 8 meeting annuali della Fed).

Se poi si guarda alla performance di una combinazione di un’allocation passiva sullo S&P con una strategia sia di riequilibrio del portafolio che di pre-Fomc drift si arriva ad ottenere un ritorno annuale – posizionandosi long sullo S&P – che, almeno negli ultimi 23 anni, è stato tra il 10,1% e il 18,9%.

Ora, è vero che in questo caso la volatilità del portafoglio su base annua sale dal 14,7% al 16,9%. Tuttavia, dice Crise, riuscire a raddoppiare il ritorno a fronte di un aumento della volatilità di appena il 2,2% si conferma “un utilizzo efficace del bidget di rischio. 

Occhio ai due grafici successivi. In particolare il secondo grafico mostra i ritorni cumulativi di un investimento passivo sullo S&P 500, di un investimento passivo combinato con un modello di riequilibrio mensile, e di un investimento passivo combinato sia con il riequilibrio del portafoglio che con i modelli della Fed. Il grafico mette in evidenza anche i ritorni cumulativi di Berkshire Hathaway, società di Warren Buffett (BRK) nello stesso arco di tempo.
Come battere Buffett

In questo modo si arriva alla conclusione di come la combinazione dei diversi modelli riesca a battere anche il guru di Omaha Warren Buffett: non sempre, c’è da precisare, circa la metà delle volte, e comunque i successi più notevoli sono quelli degli ultimi 10-15 anni. La strategia che permette di battere Warren Buffett