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STMicro: spin-off memorie flash, operazione buona ma non determinante

QUOTAZIONI Stmicroelectronics
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La cessione delle memorie flash da parte di STMicroelectronics a una nuova società creata insieme a Intel e al fondo di private equity californiano Francisco Partners non ha sortito effetti duraturi sulle quotazioni del titolo. L’azione della società italofrancese ha brillato a Piazza Affari solo nei momenti successivi all’annuncio di martedì, toccando massimi intraday a 15,6 euro con un rialzo del 4%. Dopodichè è iniziato il ripiegamento continuato anche nella seduta di mezza ottava, terminata con un ribasso superiore al punto percentuale.

 

Un segnale di incertezza dal mercato sul peso reale che tale operazione potrà avere sul futuro di STMicro confermato anche dalle indicazioni di analisti di mercato e case d’affari non totalmente concordi e restie a innalzare i propri giudizi sulla società guidata da Carlo Bozotti.

Si stupisce Merrill Lynch, per la reazione non certo brillante dei prezzi a fronte di un accordo “importante e che potrebbe aggiungere un paio di euro a un fair value indicato a 16,9 euro dagli analisti”. Un parere che ripercorre ciò che Jp Morgan aveva espresso in marzo all’interno di uno studio che ipotizzava il deconsolidamento della divisione delle memorie flash, stimando in questo caso un valore per il titolo ST “fino a 20 euro”. E sempre Merrill Lynch, il 18 maggio ipotizzava la nascità, a seguito dell’operazione, “di opportunità di leverage buy out per i restanti business”. Secondo la ricerca di Merrill Lynch effettuata su stime del leader di mercato nelle memorie flash Spansion, “Intel e ST insieme costituiscono il terzo operatore mondiale dell’industria dopo Spansion e Samsung”. Inoltre, concludeva il report, “la ridotta esposizione alle memorie flash avrebbe potuto tradursi in minori rischi per il cash flow in un aumento del margine operativo dal 6,2% al 7,7%”.


Operazione positiva anche per gli analisti di Euromobiliare in quanto “rappresenta la probabile soluzione per una divisione cronicamente in perdita” ma “pensavamo a una maggiore riduzione dell’esposizione verso le memorie flash”. Il giudizio è comunque confermato, buy con target price a 17,1 euro in crescita del 5% rispetto alla precedente indicazione. E anche per Goldman Sachs il peso rilevante (48,6%) detenuto da STM nella nuova entità non potrà non influire ancora sul conto economico della compagine italofrancese.


Non è quindi l’operazione in se ad essere messa in dubbio. Per gli analisti di Cheuvreux la separazione dalle memorie flash dovrebbe contribuire a incrementare il margine operativo lordo dal 35,5% al 38,1% impattando positivamente per 76 milioni di dollari sull’utile per azione atteso nel 2008 ma il peso globale sulla valutazione complessiva della società rimane limitato tanto da confermare un giudizio di underperform con target price a 17 euro.
La pensano all’incirca allo stesso modo gli esperti di Citigroup che ribadiscono il loro “sell” sul titolo STMicro in quanto “il miglioramento del gross margin derivante dal deconsolidamento delle attività cedute è già incorporato negli attuali prezzi di Borsa” mentre gli analisti di Cazenove hanno addirittura tagliato ad underperform da in-line il loro giudizio.

(Notizia aggiornata alle ore 18:00)