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Stm mette il turbo a Piazza Affari nel giorno della trimestrale, conti oltre attese

Il big dei chip corre in Borsa dopo la triemstrale in crescita e sopra le attese. Mercato snobba indicazioni su ricavi primo trimestre 2019

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A Piazza Affari spicca la storia STMicroelectronics che brilla nel giorno della pubblicazione dei risultati triemstrali. Il big italo-francese dei chip avanza senza sosta sul Ftse Mib, guadagnando oltre il 9% a quota 13,63 euro per azione. Prima dell’avvio delle contrattazioni in Europa, la società ha presentato ricavi e utili in crescita oltre le attese per il quarto trimestre del 2018, ma ha previsto un rallentamento per l’inizio del 2019. Nel corso della conference call con gli analisti, Jean-Marc Chery, a.d. di Stm ha poi rassicurato il mercato, indicando che nel complesso è attesa “un’accelerazione nel secondo semestre dell’anno”.

Venendo ai conti del trimestre, nel periodo ottobre dicembre 2018 il gruppo italo-francese dei semiconduttori ha registrato ricavi pari a 2,65 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 2,47 miliardi del corrispondente periodo del 2017 e oltre le attese degli analisti ferme a 2,64 miliardi. Meglio delle aspettative anche l’utile netto che nel periodo è salito da 308 a 418 milioni di dollari contro un consensus pari a 376 milioni.

 

Sull’intero 2018 i ricavi di Stmicroelectronics sono aumentati del 15,8% a 9,66 miliardi di dollari, grazie soprattutto a Imaging, Automotive e Discreti di potenza, mentre l’utile netto è cresciuto del 60,4% a 1,29 miliardi di dollari.

 

Comunicando i risultati per il 2018 il gruppo dei chip ha indicato per il primo trimestre del 2019 ricavi per circa 2,1 miliardi di dollari come valore intermedio, in diminuzione di circa il 5,7% rispetto allo stesso trimestre del 2018 e in calo del 20,7% rispetto al trimestre precedente, e sotto le attese del mercato pari ai 2,35 miliardi del consensus. La flessione, spiega Stm, “riflette l’impatto di dinamiche sfavorevoli rafforzate in alcuni dei mercati finali, sommate alla consueta stagionalità”. Il riferimento è alla Brexit, ai dazi commerciali e alla domanda più debole da parte di alcuni clienti chiave, come Apple. Il 2019 è infatti iniziato con il warning sui ricavi da parte di Apple che ha tagliato le previsioni sulle vendite del trimestre dello shopping natalizio (il big di Cupertino comunicherà il 29 gennaio i conti del trimestre).