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STM maglia nera, interessi orientali per Ansaldo STS. Mediaset scivola su stop beauty contest

QUOTAZIONI Ansaldo Sts
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Oltre alla difficoltà del comparto bancario, a Piazza Affari spiccano oggi tre storie: Ansaldo STS, STMicroelectronics e Mediaset. La controllata di Finmeccanica resiste alle vendite grazie alle continue indiscrezioni di stampa circa l’interesse di importanti gruppi asiatici. Nel fine settimana Il Sole 24 Ore ha scritto che China Southern Railway (CSR) potrebbe rilevare una quota in Ansaldo Breda e in Ansaldo STS, entrambe società controllate dal colosso pubblico.

“La conglomerata giapponese Hitachi è con ogni probabilità il miglior contendente” scrivono gli analisti di Banca Akros nella nota odierna ricordando che il gruppo nipponico potrebbe essere interessato a rilevare il 50% di Ansaldo Breda e il 29% di STS con l’obiettivo di guadagnare quote di mercato in Europa. A Piazza Affari il titolo Ansaldo STS oscilla sulla linea della parità a 7,385 euro, in decisa controtendenza rispetto all’indice di riferimento Ftse Mib che lascia sul parterre circa il 2% in area 14.900 punti.
 
STMicroelectronics scivola invece sul fondo del paniere principale con un ribasso del 5% a 5,51 euro dopo aver ricevuto una multa da 59 milioni di dollari che si rifletterà negativamente sui conti del primo trimestre dell’anno. La sanzione pecuniaria, che dovrà pagare a NXP Semiconductors Netherlands, scaturisce dalla sentenza del tribunale arbitrale costituito secondo le regole della Camera di Commercio Internazionale. La sentenza riguarda una controversia tra STM e NXP per alcune spese di fornitura alla joint venture di STM nel wireless tra il primo ottobre 2008 e il 31 dicembre 2009.

Il gruppo italo-francese stima che questa sanzione avrà un impatto negativo sui risultati del primo trimestre del 2012, in particolare sul margine lordo di 2,6 punti percentuali. Per questo STMicroelectronics ha deciso di abbassare la guidance precedentemente annunciata sui primi tre mesi dell’anno a circa il 30,4%, più o meno 1,5 punti percentuali. Il gruppo dei chip spera in un secondo arbitrato pendente davanti allo stesso tribunale, previsto a giugno.
 
Infine Mediaset lascia sul parterre il 3% a 1,849 euro dopo la decisione del Governo di azzerare il “beauty contest” sulle frequenze televisive. Secondo quanto riportato questa da La Repubblica, l’asta potrebbe essere spacchettata con la prima tranche di multiplex che dovrebbe essere ceduta agli operatori tv per tre anni. Secondo quanto calcolato a febbraio dagli analisti di Mediobanca, lo Stato potrebbe incassare 1-1,2 miliardi di euro da una possibile asta delle frequenze televisive.