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Stm, le vendite spingono i titoli verso i supporti dinamici a 8,30 euro

QUOTAZIONI Stmicroelectronics
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Pesanti ribassi anche per Stm al giro di boa della seduta odierna. Le azioni della società italo-francese hanno accelerato al ribasso con il cedimento dei supporti statici di breve a 8,85 euro, area ove peraltro ora transita anche la media mobile a 55 periodi incrociata negativamente quest’oggi dall’alto verso il basso. A questo punto proprio la media mobile potrebbe rappresentare un livello resistenziale di breve. Il clima intorno alle azioni del gruppo guidato da Carlo Bozotti si era già deteriorato nel corso del primo bimestre del nuovo anno dopo la decisa accelerazione rialzista da ottobre in poi. A deprimere le quotazioni vi sono sia elementi grafici che considerazioni di tipo fondamentale: pur non avendo impianti in Giappone, Stm nel corso del 2010 ha riportato nell’are del Sol Levante e della Corea vendite pari a circa il 18% dei ricavi totali grazie alla fornitura garantita a grandi clienti come Sony, Sharp e Matsushita Panasonic. In attesa di avere un quadro più delineato per quanto concerne i reali risvolti economici sui conti di Stm per il 2011, alcuni analisti quantificano nell’ordine di un calo del 2-7% dell’utile e una contrazione del fatturato nell’ordine di 100-300 milioni di dollari. Da un punto di vista grafico invece la prima cosa che salta all’occhio è la vicinanza con i supporti dinamici di medio periodo rappresentati dalla trendline ascendente ottenuta con i minimi crescenti del 25 maggio e dell’1 luglio 2010: tale trend nel corso degli ultimi mesi ha sempre svolto egregiamente il proprio lavoro di resistenza nei casi in cui le azioni provenivano dal basso e di supporto nel caso opposto. Per un semplice esempio pratico basta citare il top dell’8 ottobre 2010 e il minimo del 17 dicembre. In base a queste indicazioni, ed evidenziando come in scia alla paura le flessioni potrebbero spingere i titoli fino ad un completo ritracciamento dei supporti statici offerti dai vecchi top del 21 aprile 2010 a 8,085 euro, è possibile entrare in acquisto a 8,30 euro. Lo stop si avrebbe al cedimento di 7,70 euro mentre il primo target si raggiungerebbe con un ritorno delle azioni a 9,085 euro. Il secondo obiettivo prevede invece la chiusura dell’operatività a 9,45 euro.