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Stm apre il valzer delle trimestrali in Italia: dati oltre le attese, ma analisti convinti a metà

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Stm apre ufficialmente il valzer delle trimestrali in Italia. Nella notte la società italo-francese attiva nel settore dei chip ha svelato numeri migliori delle attese, dando una boccata d’ossigeno al comparto. Nel secondo trimestre il gruppo pur non tornando in nero ha fatto dei passi avanti: il rosso si è ridimensionato scendendo a 47 milioni di dollari rispetto a 758 milioni di dollari emersi nello stesso periodo un anno fa.


Mentre sul fronte vendite è andata meglio del previsto: i ricavi sono, infatti, cresciuti a 2,39 miliardi di dollari dai 2,08 miliardi realizzati nel 2007. Un dato che si è collocato oltre le attese degli esperti di mercato che avevano preventivato 2,34 miliardi di dollari. E’ così il miracolo Stm si compie in Borsa, dove il titolo segna un guadagno di tre punti percentuali passando di mano a 7,01 euro.

 

Secondo gli analisti di Citigroup che apprezzano gli sforzi del gruppo giudicando la trimestrale solida, non è comunque stato fatto abbastanza per poter cambiare idea in fatto di valutazione. E passare dalle parole ai fatti è un attimo: il broker americano ha rivisto il prezzo obiettivo dell’azione da 14 dollari a 13 dopo una revisione sulle stime di utile per azione e confermato la raccomandazione hold.

Gli esperti sono rimasti comunque favorevolmente impressionati dalle indicazioni di Stm in fatto di attività Telecom, in crescita a differenza dei cali riportati da Sony Ericsson ed LG. “Questo è indubbiamente un punto di contrasto con il principale concorrente che ha visto scendere i suoi ricavi wireless nel secondo trimestre del 2%. Quindi riteniamo che la forza di STM non possa rappresentare un segnale di svolta e di forza per tutto il suo mercato di riferimento”, segnalano gli analisti della casa d’affari americana.


“A nostro avviso le attività wireless resteranno fonte di forza nel terzo trimestre, anche grazie alla continuo rafforzamento confermato da Telecom Italia. Tuttavia il potenziale rialzista del titolo resta limitato anche perché devono essere fattorizzati gli elementi di criticità ancora presenti sul comparto”, proseguono ponendo l’accendo la marginalità che resta ancora bassa. Sullo sfondo resta poi il quadro delineato da Texas Instruments. Al maggior produttore mondiale di chip per telefonia i conti non sono tornati: il secondo trimestre del 2008 è stato archiviato con utili per 588 milioni di dollari, in calo del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.