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Steve Eisman (The Big Short): mercato azionario sta entrando nell’età dell’oro per le banche

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Sta per arrivare un’età dell’ora per le banche. Parola di Steve Eisman, il finanziare di Wall Street diventato famoso nel 2007 per aver previsto in anticipo lo scoppio della crisi dei mutui subprime. Eisman aveva scommesso in maniera prepotente contro le banche che erano piene di quella spazzatura e fece una vera e propria fortuna. La sua storia è stata raccontata nel libro “The Big Short” (La Grande Scommessa), portato al cinema con attori del calibro di Brad Pitt e Christian Bale.

Ora Eisman sta sposando una posizione molto più “bullish” sul settore bancario, che potrebbe beneficiare prepotentemente delle promesse del neo presidente Donald Trump. Il team del presidente ha già fatto sapere la volontà di superare la legge Dodd-Frank, in vigore dal 2010, con l’obiettivo di rimodulare le leggi che supervisionano il settore finanziario americano.

Eisman, che attualmente ricopre il ruolo di senior portfolio manager a Neuberger Berman, ha dichiarato che l’era di Trump sarà un’età dell’oro per il settore bancario. “Penso che nei prossimi anni ci sarà più leverage e questo porterà ad un’eta dell’oro per gli investimenti nei titoli finanziari”, ha dichiarato Eisman in un’intervista alla Cnbc.

Il trend rialzista delle big banks di Wall Street è già partito. Dallo scorso 8 novembre, giorni dell’elezione di Donald Trump, il titolo Goldman Sachs ha messo a segno un balzo di oltre 30 punti percentuali, la migliore performance all’interno dell’indice Dow Jones che è proiettato verso la soglia dei 20.000 punti, livello mai raggiunto nella storia.