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Sterlina/dollaro, i dati sul Pil fanno scattare lo short

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Le abbondanti nevicate di dicembre in Inghilterra gelano gli investitori e incutono un duro colpo alle quotazioni che legano il cross della valuta di Sua Maestà al biglietto verde statunitense. La lettura flash dell’ultimo trimestre 2010 ha infatti registrato un inatteso calo dello 0,5% su base trimestrale a fronte di un progresso dello 0,5% stimato dagli economisti. Per la Gran Bretagna si tratta del più debole trimestre dal secondo quarter del 2009, quando ci fu una contrazione dello 0,8%. Nonostante il calo odierno, suscitato dal freno delle attività del settore servizi e retail, il progresso del 210 dovrebbe attestarsi all’1,4%. Si tratta del primo segno positivo dopo il biennio di recessione 2008-2009. Le conseguenze a livello tecnico di tale contraccolpo sono state immediate, con il cross scivolato in pochi minuti sotto la soglia di 1,59. Le vendite hanno dunque causato il cedimento della trendline rialzista di breve tracciata con i minimi crescenti del 20 e 21 gennaio e la violazione del supporto statico offerto dal low a 1,5838. A questo punto un ritorno almeno verso i supporti di area 1,5630/1,5640 appare più che probabile. Per chi fosse interessato a sfruttare il movimento in atto è dunque possibile posizionare i propri ordini di vendita a 1,5835. I più conservatori potrebbero peraltro aspettare il pull back della trendline ascendente menzionata in precedenza a 1,5940. Entrambe le soluzioni prevedono lo stop a 1,6020 mentre il primo target è a 1,5630 e il secondo a 1,55, livello ricco di supporti.