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Sterlina a nuovo minimo in otto anni sull’euro. Ma un assist potrebbe arrivare dalla Bce

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Capitombolo della sterlina, che continua a scivolare scontando i timori sulle trattative per la Brexit tra Regno Unito e Unione europea e che stamattina è precipitata al nuovo minimo in otto anni nei confronti dell’euro, scendendo dello 0,40%, a 1,0853 euro.

Uno stop al sell off della sterlina potrebbe tuttavia arrivare tra qualche giorno, con possibili sell off sull’euro.

Il numero uno della Bce Mario Draghi continua a non scoprire le carte sul futuro del Quantitative easing e sull’avvento del Quantitative Tightening. A questo punto, l’attesa è per il discorso che verrà proferito a Jackson Hole, anche se recenti indiscrezioni indicano che i mercati potrebbero rimanere a bocca asciutta anche in quell’occasione. Se ciò avvenisse, l’euro potrebbe perdere parte dell’appeal speculativo legato alle speculazioni su un imminente tapering, che hanno contribuito in gran parte alla sua corsa.

La sterlina potrebbe così risalire dai minimi in otto anni nei confronti dell’euro, non tanto per una sua forza intrinseca, quanto per una rinnovata debolezza dell’euro. Così Craig Erlam, analista senior dei mercati presso Oanda:

“Se le indiscrezioni dell’ultima settimana (quelle secondo cui non ci sarà alcuna novità da Draghi a Jackson Hole) sono attendibili, Draghi potrebbe fare la stessa cosa (di oggi), dopodomani, venerdì 25 agosto, giorno in cui è atteso il suo discorso. Nonostante continui a ribadire di non essere interessata a questioni del genere (inerenti il forex), la Bce è chiaramente molto preoccupata per il recente apprezzamento dell’euro, e i recenti fraintendimenti dei trader (nonostante ciò l’euro ha continuato a essere comprato e la parentesi ribassista ha avuto vita breve) significheranno probabilmente che Draghi si asterrà di nuovo dall’annunciare cambiamenti (di politica monetaria).

Yann Quelenn, analista di Swissequote Bank, ritiene inoltre che la sterlina potrebbe recuperare terreno rispetto ai livelli attuali.

“Una spinta arriverà dal Pil del Regno Unito del secondo trimestre, che sarà diffuso giovedì mattina (domani). Gli analisti prevedono una crescita robusta e solida, pari a +1,7% (su base annua). Le trattative sulla Brexit stanno procedendo lentamente, ma noi crediamo che i timori dei mercati su uno scenario di Hard Brexit siano esagerati. La probabilità che tutti i 27 paesi membri restanti dell’Ue si uniscano contro il Regno Unito è molto bassa. (Di fatto, è la stessa probabilità che i paesi Ue si allineino compatti contro qualcosa è piuttosto bassa). L’Unione europea ha una buona relazione commerciale con gli UK, che non vuole distruggere. Ci potrebbe essere una debolezza della sterlina nel breve termine, ma l’outlook di più lungo termine è bullish”.