1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Steinhoff la nuova Enron? Debiti per $18 miliardi, tremano anche Goldman Sachs & Co.

Risulta poco chiaro se il presidente del gigante Christo Wiese abbia rimborsato alle banche parte di questi debiti contratti. Una cosa è sicura: diverse banche di importanza planetaria rischiano di …

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

E qualcuno ora inizia a fare un paragone tra Steinhoff ed Enron. La crisi che sta devastando la conglomerata retail quotata alla borsa di Francoforte sa tanto, secondo alcuni esperti, di quella che ha anticipato il collasso del gigante energetico americano, se non altro per l’effetto domino che sta già provocando.

Il crollo del titolo e dei bond verificatosi a seguito dell’annuncio del gigante retail potrebbe essere soltanto il preludio di un caso finanziario ben più grave e dalle conseguenze imprevedibili, vista l’esposizione che diverse banche, inclusa la Bce, hanno nei suoi confronti, o nei confronti dei vari veicoli finanziari che fanno capo al suo presidente Christo Wiese.

Le banche coinvolte di importanza planetaria sono Citigroup, Bank of America, HSBC, BNP Paribas, Goldman Sachs e Nomura Holdings; a queste si aggiungono Standard Bank Group, Investec, Rand Merchant Bank, divisione di FirstRand.

In particolare, Bloomberg spiega che “lo scorso anno, (Wiese), ovvero il principale azionista della società ( e presidente della stessa), nonché noto miliardario in Sud Africa, ha portato 628 milioni di azioni Steinhoff a garanzia per ottenere finanziamenti da parte di Citigroup, HSBC, Goldman Sachs e Nomura Holdings. Questo, in relazione all’emissione di azioni lanciata per finanziare l’acquisizione di Mattress Firm e Poundland, stando a quanto si legge nel comunicato del gruppo”.

Risulta poco chiaro, precisa Bloomberg, se Wiese abbia poi rimborsato alle banche parte di questi debiti contratti. E’ invece chiaro che il valore di queste garanzie ammonta ora, sempre in base alle rilevazioni di Bloomberg, ad appena 365 milioni di euro, rispetto ai 2,2 miliardi di euro del mese scorso.

Ma i problemi degli istituti di credito non si fermano alle garanzie accettate, visto che “la totale esposizione (di Steinhoff) verso le banche e altri creditori ammontava a quasi 18 miliardi di euro alla fine di marzo”, sempre secondo Bloomberg.

Tradotto: oltre alla notizia bomba delle irregolarità contabili  – elemento, questo, che di per sé basta a giustificare il parallelismo con Enron e ha dato il via al crollo di azioni e bond la scorsa settimana – emerge che il gigante retail ha debiti di un valore di almeno 18 miliardi di euro.

In più, come ha fatto notare venerdì scorso Adrian Saville, AD di Cannon Asset Managers a Johannesburg, “la grande incognita è il modo in cui è avvenuto il finanziamento di quei veicoli (di Steinhoff) che non figurano in bilancio”. Soldi di cui non si conosce l’entità e che potrebbero essere stati persi per sempre, dalle banche coinvolte.

Intanto, gli smobilizzi hanno portato i bond che Steinhoff Europe AG aveva emesso nel giugno di quest’anno per un valore di 800 milioni di euro – e che ad agosto venivano scambiati a un valore superiore ai 100 centesimi di euro – a chiudere la sessione di venerdì a 46,56 centesimi di euro.

Il colpo di grazia è arrivato con il downgrade shock di Moody’s, che ha rivisto al ribasso il rating sul debito di Steinhoff di ben quattro gradini, in una sola mossa, da “Baa3” (un gradino al di sopra di junk) a B1, comunicando di aver messo sotto osservazione la società in vista di “ulteriori downgrade”.

Conseguenze anche sull’azione – con il titolo, che era già precipitato del 64% mercoledì scorso a 1,07 euro – massacrato ulteriormente dalle vendite e scivolato, entro la giornata di venerdì, a 47 centesimi.

Nel frattempo, le autorità di regolamentazione del Sud Africa hanno preso di mira la holding intera, Steinhoff International Holdings, dopo che le vendite hanno bruciato ben $11,4 miliardi di valore di mercato.

L’FSE (Financial Services Board), con sede a Pretoria, ha avviato una indagine indipendente per far luce sui documenti di bilancio, sospettati di contenere informazioni false e fuorvianti. Le stesse dimissioni dell’AD Markus Jooste, avvenute la scorsa settimana, sarebbero avvenute dopo che la scoperta che il CEO avrebbe tentato di nascondere le irregolarità contabili del colosso retail, attivo nel comparto dell’arredamento e dell’abbigliamento.

Dal canto suo Steinhoff, che rischia di crollare sotto il peso dei suoi debiti, ha reso noto lo scorso giovedì di star considerando un piano per ripristinare parte della liquidità perduta, attraverso la vendita di asset per un valore di almeno 1 miliardo di euro, e la revisione di asset non sudafricani che valgono in tutto ben 7 miliardi di euro.