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Stati Uniti: verso una stagione degli acquisti in tono minore?

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L’ottava dei mercati finanziari globali si concude con una Wall Street a mezzo servizio per la festività del Thanksgiving day. Dopo la chiusura di giovedì la piazza finanziaria newyorchese ha riaperto i battenti venerdì per metà giornata con un tono positivo anche se con volumi limitati. Gli americani sono infatti impegnati nel Black Friday che per una volta non indica una seduta particolarmente negativa della Borsa, ma il primo giorno della stagione degli acquisti per le festività di fine anno. Black Friday in quanto il giorno ha segnato spesso per i rivenditori al dettaglio il raggiungimento del break-even annuale.


Una stagione di vendite prevista in tono minore nonostante le iniziative poste in campo dai maggiori retailer americani per attirare consumatori fiaccati da una serie di elementi negativi. A cominciare dalla crisi del comparto immobiliare su cui si è espresso oggi l’ex-presidente della Fed, Alan Greenspan, in conferenza ad Oslo. Una crisi che ha messo in difficoltà non solo i sottoscrittori di mutui subprime ma in generale il cittadino medio americano che poteva contare su una fonte di reddito proprio dalla rivalutazione del prezzo delle abitazioni. “Quello che sta succedendo non trova precedenti negli ultimi cinquant’anni” ha dichiarato Greenspan “e i mercati si stanno rendendo conto che il declino dei prezzi dell’immobiliare negli Stati Uniti d’America non si arresterà”. Parole sconfortanti da chi ha stimato le possibilità di recessione nel 2008 per gli Usa tra il 33% e il 50%.

Come se non bastasse il consumatore americano si trova ad affrontare l’ulteriore difficoltà di elevati prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari che, sebbene esclusi dal principale paniere di misura dell’inflazione considerato dalla Federal Reserve nelle decisioni di politica monetaria, rappresentano al contempo due delle principali voci di spesa per una famiglia media. Ad evidenziare tale discrepanza i dati di ottobre con un inflazione core al 2,2% ed headline (comprensiva di alimentari ed energia) al 3,5%.


L’effetto di una tale situazione si è già riverberato sulle vendite al dettaglio, invariate o leggermente in calo in ottobre nonostante l’incremento dei prezzi. “Tutto ciò prima dell’impatto degli elevati prezzi delle benzine in conseguenza delle alte quotazioni del petrolio” fa notare un report settimanale di Henderson Financial, “ralzi che esplicheranno i loro effettinegativi nel corso dei prossimi mesi”.


“Il mercato azionario dovrebbe aver tuttavia già scontato tale calo” aggiungono gli analisti del team di Jc & Associati, “visto che la Federal Reserve ha abbassato in settimana le stime di crescita dell’economia per il 2008”. Dunque, sebbene lo scenario rimanga tutt’altro che chiaro, “si stanno creando diverse opportunità di investimento soprattutto sul dollaro, sull’equity e sulle obbligazioni societarie”. La tattica migliore in questo momento rimane comunque quella di “mantenere una certa cautela attribuendo un maggiore peso, nel proprio portafoglio, alla componente liquidità”. D’altronde gli analisti del team di Jc & Associati non ritengono che quello attuale sia un bear market, quanto piuttosto una fase di pessimismo che potrà essere superata per tornare a una situazione di maggiore equilibrio per gli indici azionari. “Mancano – si legge nel report – diversi elementi che in passato hanno contraddistinto mercati ribassisti. Come multipli price/earnings molto elevati, condizioni di deflazione e una curva dei rendimenti inclinata negativamente”.