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Stati Uniti: saldo payrolls batte le attese, dollaro mostra i muscoli

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Indicazioni decisamente maggiori delle stime quelle arrivate dal mercato del lavoro della prima economia. A giugno il saldo delle buste paga nei settori non agricoli, le c.d. non-farm payrolls, ha evidenziato un incremento di 287 mila unità, decisamente al di sopra delle 175 mila unità stimate dagli analisti. Si tratta dell’incremento maggiore da inizio anno. Il dato relativo maggio, il più basso dal 2010, è stato rivisto al ribasso da 38 a 11 mila mentre quello di aprile passa da 123 a 144 mila.

Ha stupito anche l’aggiornamento relativo il tasso di disoccupazione, salito il mese scorso dal 4,7 al 4,9 per cento a causa dell’incremento della forza lavoro (il miglioramento delle condizioni macro spinge più persone a cercare un lavoro). Il consenso degli operatori si attendeva un aumento più contenuto al 4,8%.

Particolarmente importante l’andamento dell’aggregato U-6, che al tasso di disoccupazione “classico” aggiunge i lavori scoraggiati, marginali e chi lavora a tempo parziale ma vorrebbe essere impiegato full-time. Al 10,5% a giugno 2015, l’U-6 il mese scorso è sceso dal 9,7 al 9,6 per cento. Segno più per il tasso di partecipazione, passato al 62,7%.

Le retribuzioni medie orarie hanno registrato un incremento dello 0,1% a 25,61$ portando il dato annuo al 2,6%, il maggiore dalla crisi finanziaria. L’andamento delle retribuzioni è sintomatico di un mercato del lavoro che gode di ottima salute e che è destinato a spingere l’intera economia nella seconda parte dell’anno.

Al 2% prima della pubblicazione dei dati, la probabilità di una stretta monetaria nei prossimi tre meeting è attualmente stimata al 6% (27 luglio) e al 9,8% (21 settembre e 2 novembre). Al momento, gli analisti contattati da Bloomberg stimano al 22,4% che il prossimo incremento dei tassi potrebbe essere decretato nel meeting in calendario il 14 dicembre.

Due velocità per dollaro e oro
Stando all’andamento dei future sugli indici a stelle e strisce (+0,71% per quello sul Dow, +0,78% nel caso dello S&P500 e +0,58% per il Nasdaq), la seduta a Wall Street dovrebbe partire sopra la parità (più che alla politica monetaria, gli operatori guardano allo stato di salute della prima economia). Sul valutario l’indice del dollaro ha invertito la rotta e al momento guadagna un quarto di punto percentuale mentre, tra le commodity, il future sull’oro perde 15 dollari e passa di mano a 1.346,8 dollari.