Stati Uniti: niente sorprese dalle payrolls di maggio, disoccupazione si assesta al 7,6%

Inviato da Titta Ferraro il Ven, 07/06/2013 - 15:00
Segnali positivi anche a maggio dal mercato del lavoro a stelle e strisce. Nonostante la risalita del tasso di disoccupazione al 7,6% dal 7,5% di aprile che rappresentava il livello più basso da fine 2008, le nuove buste paga sono risultate lievemente superiori alle attese confermando il sostenuto trend in questa prima metà del 2013. La reazione del mercato è stata contenuta con i futures sulla Borsa di New York che hanno accelerato al rialzo e il dollaro in ripresa dai minimi.
Le payrolls sostanzialmente in linea con le attese stanno smorzando in parte le aspettative di un ridimensionamento nel breve del piano di acquisto asset da parte della Fed. "Serviranno non farm payrolls stabilmente sopra alle 200.000 unità per i prossimi tre mesi per far invertire la rotta alla Banca centrale statunitense", commenta a caldo Vincenzo Longo, market strategist di IG.
 
Riviste al ribasso le payrolls di aprile
A maggio il saldo delle buste paga nei settori non agricoli (non farm payrolls) è risultato positivo per 175 mila unità. Il consensus Bloomberg era per un aumento di 163mila dalle +149mila di aprile (dato rivisto al ribasso rispetto alle +165mila comunicate un mese fa). Considerando anche la revisione del dati relativo a marzo, il conto dei due mesi antecedenti è di 12mila posti di lavoro in meno rispetto a quanto pubblicato un mese fa.

Dollaro in ripresa dopo payrolls, positivi i future su Wall Street
Non si è fatta attendere la reazione dei mercati ai numeri diffusi dal Dipartimento del Lavoro statunitense. I futures su Wall Street hanno accelerato al rialzo e a mezz'ora dall'avvio delle contrattazioni quello sull'S&p 500 segna un rialzo di oltre lo 0,5%. Sul mercato valutario il  dollaro statunitense ha ritrovato un po' di vigore dopo i recenti cali. Il cross dollaro/yen si è riportato di slancio sopra area 96 yen rispetto ai 95,7 a cui viaggiava prima dei dati e i 95,29 toccati a metà giornata che rappresentano i minimi a oltre 2 mesi.
Nelle ultime 24 ore il dollaro era stato vittima di un violento sell-off sulle crescenti attese di un ridimensionamento del piano di allentamento quantitativo da parte della Federal Reserve attualmente pari a 85 mld di dollari al mese. L'ultimo sondaggio condotto questa settimana da Bloomberg vede la Federal Reserve ridurre la quantità dei suoi acquisti mensili a 65 miliardi dollari da ottobre (meeting del 29-30 ottobre). Il ceo di JP Morgan, Jamie Dimon, ha avvertito circa il rischio per i mercati di un aumento della volatilità finchè non ci sarà un ritorno alla normalità per i livelli dei tassi di interesse applicati dalle principali banche centrali.
 
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