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Stati Uniti: mondo hi-tech contro Trump, ecco la lettera per togliere il divieto di immigrazione

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Dilaga la protesta negli Stati Uniti contro le misure anti-immigrazione volute da Donald Trump, con il mondo hi-tech alla guida della protesta. I colossi della Silicon Valley hanno intensificato la loro opposizione al decreto del presidente Usa in materia di immigrazione, intraprendendo una battaglia legale. Da Apple, a Google, fino a Facebook e Microsoft, i big tecnologici americani hanno firmato e presentato presso la Corte d’Appello degli Stati Uniti (Distretto 9) una lettera contro il divieto temporaneo di immigrazione, in quanto “infligge un danno significativo al business Usa”. “L’Ordine rappresenta un allontanamento significativo dai principi di equità che hanno governato il sistema di immigrazione degli Stati Uniti per più di 50 anni”, denunciano uniti i giganti hi-tech che, come sottolineano loro stessi, normalmente non sarebbero d’accordo nemmeno dove andare a pranzo.

A fine gennaio, Trump ha bloccato per 4 mesi il programma che prevede l’ingresso di rifugiati negli Stati Uniti e la libertà di viaggiare alle persone provenienti da sette Paesi a maggioranza islamica (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen), scatenando proteste in tutto il mondo. Ma il mondo hi-tech è stato tra i più attivi, in quanto tra i settori più danneggiati dal divieto. Fin da subito l’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, aveva preso posizione, ricordando che “Apple non esisterebbe senza l’immigrazione, per non parlare della crescita e il nostro modo di innovare”. Ferma anche la presa di posizione del numero uno di Facebook, Mark Zuckerberg, che in un post pubblicato sul suo social network denunciava: “Se non ci fossero stati gli immigrati in Usa non ci sarebbe stata questa grande nazione con la sua forza economica, politica e sociale”.