Stati Uniti: la disoccupazione scende al 9%, sotto le stime le payrolls

Inviato da Luca Fiore il Ven, 04/11/2011 - 15:25

Indicazioni contrastanti dai dati relativi il mercato del lavoro a stelle e strisce. Il Dipartimento del Lavoro ha da poco annunciato che il mese scorso la prima economia del pianeta ha registrato un saldo delle buste paga nei settori non agricoli (non farm payrolls) positivo per 80 mila unità, -15 mila rispetto al consenso medio degli analisti. Il dato scaturisce dalle +104 mila buste paga del settore privato e dal calo di 24 mila posti di lavoro tra i dipendenti del settore pubblico. All'interno del settore privato, +32 mila payrolls per il settore dei servizi, +5 mila per il manifatturiero, +12 mila per quello sanitario e +22 mila per le occupazioni legate al tempo libero.

Indicazioni positive sono invece arrivate dai dati relativi agosto e settembre. Il primo dalle +57 mila unità inizialmente stimate è stato pesantemente rivisto a 104 mila unità, mentre a settembre il saldo delle payrolls è risultato positivo per 158 mila unità, dalle +103 mila precedenti.

Tasso di disoccupazione in calo
A fronte della crescita inferiore alle attese registrata dalle buste paga, il tasso di disoccupazione è sceso dal 9,1% precedente (e del consenso) al 9%. Il totale dei disoccupati si attesta a 13,9 milioni, dei quali il 42,4% è senza lavoro da più di sei mesi (-366 mila rispetto al dato precedente). Il tasso di disoccupazione reale, che include nel computo anche coloro i quali hanno smesso di cercare lavoro ed i sottoccupati, coloro che vorrebbero lavorare di più ma non ne hanno la possibilità, è sceso dal 16,5 al 16,2 per cento.

Negli ultimi 12 mesi in media il saldo delle buste paga è risultato positivo per 125 mila unità al mese. Secondo le stime sono necessarie almeno 100 mila nuove buste paga al mese per tenere testa alla crescita demografica della forza lavoro e con un incremento di 250 mila buste paga al mese serviranno più di due anni per riportare il tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi sotto quota 6%.

L'American Jobs Act è bloccato al Senato
Intanto l'American Jobs Act, il piano da 440 miliardi di dollari lanciato dal presidente Barack Obama a settembre, è bloccato al Senato statunitense per questioni legate al piano infrastrutturale, che insieme agli investimenti in istruzione rappresenta il 30% del totale del provvedimento. Il restante 70 per cento è invece composto da sgravi fiscali per lavoratori e piccole imprese.

Mercati finanziari in territorio negativo
Le indicazioni arrivate dal mercato del lavoro Usa hanno spinto al ribasso i listini europei. In questo momento il listino tedesco perde quasi 2 punti percentuali, Piazza Affari registra un -2,3% ed il Cac40 scende dell'1,4%. Parità per il Ftse100 mentre dall'altra parte dell'Atlantico Wall Street quota in rosso di circa 1 punto percentuale.

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