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Stati Uniti: aumentano le pressioni inflattive, delude la produzione industriale

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Il caro energia non manca di farsi sentire sul costo della vita anche negli Stati Uniti con l’inflazione in decisa ascesa a febbraio e oltre le attese del mercato. Il progresso mensile dell’indice dei prezzi al consumo negli Usa è risultato dello 0,5% a febbraio. Il consensus era fermo a +0,4 per cento. A livello tendenziale il rialzo risulta del 2,1% dall’1,6% precedente (consensus era +2%). I dati rilasciati oggi dal Bureau of Labor Statistics evidenziano quindi un aumento delle pressioni inflattive principalmente a seguito del caro-energia e anche dei prezzi alimentari. Infatti i prezzi della componente energetica hanno registrato a febbraio una variazione positiva del 3,4% m/m rispetto al +2,1% del mese precedente, anche quelli della componente alimentare risultano in salita dello 0,6% contro il +0,5% di gennaio.


Oltre le attese anche l’inflazione core. Infatti l’indice depurato delle componenti cibo ed energia risulta pari allo 0,2% mensile, rialzo in linea con quello fatto registrare nel primo mese del 2011. Il consensus era fermo a +0,1%. A livello annuo l’indice core risulta in crescita dell’1,1%, livello più elevato degli ultimi 2 anni.


Martedì la Federal Reserve, nel comunicato di accompagnamento alla decisione sui tassi, ha rimarcato che il rialzo dei prezzi delle materie prime è destinato ad influenzare l’inflazione, ma solo temporaneamente. “Le attese sull’inflazione nel lungo termine rimangono stabili – recita lo statement della Fed – nonostante questo monitoreremo con grande attenzione la crescita dei prezzi e l’andamento delle aspettative di inflazione”. La Federal Reserve prevede che l’indice core dei prezzi aumenterà fra l’1-1,3% nel 2011, in rialzo rispetto alle precedenti previsioni.


Oggi sono arrivati da oltreoceano anche altri importanti riscontri macro. Spicca il calo a sorpresa della produzione industriale. A febbraio è scesa dello 0,1 per cento rispetto al mese precedente. Le attese era per un +0,6%. Il dato di gennaio è stato però rivisto al rialzo a +0,3% da -0,1% precedentemente annunciato. L’utilizzo della capacità produttiva è sceso al 76,3% dal 76,4% precedente.

 

Le richieste di sussidi di disoccupazione sono tornate a scendere. Nella settimana al 12 marzo si sono attestate a quota 385 a mila unità dalle 401 mila precedenti (dato rivisto al rialzo da 397mila). Gli analisti avevano pronosticato 388 mila unità.